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- Qualunque sia il cammino.. -

Succede sempre così..proprio quando pensi che la tua vita stia andando a rotoli, succede qualcosa che fa girare le cose per il verso giusto..
Il fatto è che quando non vedi neanche uno spiraglio di luce e la speranza se ne va, è un pò difficile pensare positivo..
Però è vero..NON PUO' PIOVERE PER SEMPRE, aveva ragione Brandon Lee. E io me ne sto accorgendo lentamente, ma in modo progressivo.
Tutti fin da piccoli si pongono degli obiettivi. DA GRANDE VOGLIO FARE L'ASTRONAUTA. LA PARRUCCHIERA. IL CUOCO. LA VETERINARIA. IL PORNODIVO.
Poi molti si indirizzano verso il lavoro dei sogni, studiando per arrivarci almeno vicino, o preparandosi la strada per giungerci più facilmente. Una buona parte di noi invece, a quel lavoro non ci arriva proprio, anzi non lo vede neanche in lontananza.. scopre che soffre di claustrofobia, quindi addio NASA, nota che solo l'idea di mettere le mani nei capelli di qualcono la inorridisce, che preferisce mangiare che dosare gli ingredienti, che solo alla vista del sangue sviene, che non ha le misure giuste. E così molti di noi dicono addio ad uno sfavillante sogno che resta tale per tutta la vita, mentre ripieghiamo su altre carriere, più abbordabili.
Io ho capito che non sempre la strada che ci siamo prefissati in gioventù è quella giusta. Sto capendo davvero il detto NON TUTTO IL MALE VIEN PER NUOCERE.
Ho frequentato la sezione di bilinguismo alle medie. Ho fatto il liceo linguistico, sono entrata a Scuola Interpreti. Il mio cammino sembrava già segnato. non ho mai desiderato altro che diventare un'interprete. Avere sempre la valigia pronta, ricoprire ruoli di spicco sebbene sempre nell'ombra di altri personaggi molto più importanti di me, volevo le cuffie e il microfono. Era l'unica cosa che desideravo.
Poi a settembre il crollo del mio castello di carte. Non Idonea.
Non mi metterò qui a parlare male della mia Scuola e del criterio di valutazione vigente là dentro. Ne ho già parlato abbastanza a parenti, amici, compagni, che poveri hanno dovuto sorbirsi la mia rabbia e la mia delusione. Quindi per stavolta non affronterò ulteriormente il discorso se non perchè non cambia nulla anche lo ripeto un'altra volta. il marcio resta marcio.
Quello che però vorrei sottolineare, è che la cosa che mi ha davvero distrutto di quest'esperienza è stato che ho ricevuto uno schiaffo dalle persone e dall'ambiente che consideravo come l'istituzione maestra di tutto, a tutto e tutti superiore, le uniche in grado di diffondere il Verbo.
Avevo un timore reverenziale per la SSLMIT e per il suo corpo insegnante. Mi sentivo piena d'orgoglio nell'entrarci, nel farne parte.
Ora la sensazione che prevale anche solo quando le passo davanti è di blocco allo stomaco.
Avevo gioia ed entusiasmo, affrontavo le mille sfide e difficoltà che quell'edificio propone con voglia di imparare, di andare avanti, di superare i miei limiti.
Mano a mano che sono andata avanti in questi 3 anni, le cose sono diventate sempre più dure, ed è giusto e normale che sia così. le difficoltà facevano parte del cammino che avevo intrapreso e lo sapevo fin dall'inizio. Non mi sono stupita di essere bocciata 4 volte per lo stesso esame, non ho recriminato, semplicemente lo riprovavo. E così sono arrivata a pochi esami dalla laurea. Sempre evitando di discutere di criteri di valutazione secondo i quali una persona che non ha passato l'esame di ammissione per la triennale in inglese è in grado di frequentare una specilistica nella stessa lingua tre anni dopo, voglio solo dire quanto io sia profondamente delusa. E' come quando scopri che Babbo natale non esiste, che in realtà i regali li comprano i genitori giorni prima. Come quando scopri che i tuoi nonni possono morire, che anche le mamme piangono. Che i film non sono la vita vera. E' un crollo di quello in cui hai sempre creduto.
Ho dedicato la mia vita alla SSLMIT. attaccavo i depliant esplicativi in camera dalla 3 superiore. Ed ero felice di stare alzata fino a tardi per studiare. Ero felice di andare a lezione dalle 8 alle 7 di sera. Tutto questo mi appagava.
Quando ho visto come girano le cose là dentro, cioè AL CONTRARIO, non ho neanche avuto la forza di arrabbiarmi.mi sono accasciata.mi sono abbandonata. e tutto è crollato.
Ma come ho avuto conferme fino ad oggi sulla strada da intraprendere e adesso mi dicono che non sono idonea??
Basta. Non uscivo più, non parlavo con nessuno, non mangiavo. Mi sentivo una fallita, perchè era vero,avevo fallito nel mio progetto.
E nonostante tutti mi dicessero di non abbattermi, vedevo solo buio.
Poi la conversazione illuminante. Una persona che ho sempre visto come estranea a tutti i fatti e alla mia vita mi ha raccontanto la sua esperienza. Come un male abbia trasformato il suo progetto di vita in meglio. Ha capito qual era la sua strada. E non era quella che lei si era prefissata.
mi sono messa a rifletterci. Vale la pena riprovarci l'anno prossimo?? Farsi umiliare di nuovo? FaRSI prendere in giro di nuovo? (perchè non è stata altro che una presa in giro.) non lo so, ora come ora non ne sono più tanto sicura. E se la mia strada fosse un'altra? Vedo che comuncuqe ho avuto proposte di lavoro allettanti come interprete anche senza aver fatto la specialistica..e adesso sto rimettendo in discussione tutto.
Questo mi rasserena. E' come trovare una porta sul retro. Il risultato è lo stesso, ma il percorso è diverso. E soprattutto mi permettere di essere serena comunque. Invece di rimpiangere quello che non ho ottenuto posso avere di meglio. Chi non desiderererebbe una cosa del genere???
In ogni caso anche solo l'idea che niente è perduto mi rassicura. Mi ha fatto tornare la voglia di andare avanti.
Anche se ho ancora problemi a superare il trauma di entrare alla SSLMIT. Della serie VADE RETRO SATANA..
Ma è un trauma che mi conviene superare alla svelta se non voglio infossarmi sempre di più nel limbo della nullafacenza!! Ma continuo a combattereeeee!!! Perchè il cammino sarà duro qualunque cosa decida di fare, tanto vale renderlo piacevole!! ^__^

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10月20日

- Ok ok. Ti amo. E poi? -

E’ più facile amare o essere amati? o meglio, è sufficiente amare per essere sicuri che anche l’altro ci ami? E poi, amare è davvero così semplice? Ma poi, questa cosa di cui tutti parlano e che da sempre è al centro delle nostre vite COSA DIAVOLO E’??

Io sono fermamente convinta che l’amore sia solo una specie di piaga divina inviataci perchè la nostra vita non fosse troppo piatta. Sinceramente, la preferivo piatta. anzi, piattissima. Roba che ti svegli la mattina e l’unico problema che hai è: ODDIO NON HO FATTO I COMPITI, oppure, ODDIO HO IL FRIGO VUOTO, oppure ODDIO IL MIO CAPO MI ODIA, NON HO NIENTE DA METTERMI E SI E’ ROTTO IL RISCALDAMENTO. Invece NOOOOO!!

Invece la maggiorparte di noi si sveglia la mattina (ovviamente quelli che possono dire con tutta certezza di avere un cuore e un’anima) dicevo, si sveglia la mattina e pensa:

ODDIO. LO/LA AMO.

Il che rende anche più difficile affrontare serenamente un frigo vuoto, un capo che ti odia, il gelo costante in casa,un prof che ti interroga e l’ armadio fuori moda. Per andare con ordine ora esplicherò in modo semplice e chiaro in che cosa generalmente consiste l’amore nella sua forma più semplice. Non mi sprecherò in banali affermazioni secondo le quali l’amore è di diverse forme,tipo quello materno e bla bla bla. Quello è affetto. Quello che provi per la tua migliore amica è amicizia. Le vuoi bene, un bene dell’anima (e per sta frase che torna incessantemente nella mia vita mi vien voglia di cestinarmi da sola.. –.-‘) ma non la ami. Qui parliamo di AMMMMMORE quello vero. Quello che fa più male che bene. E non dite di no, perchè lo sanno tutti quale sofferenza sia in realtà.

L’amore in questione è dolore fondamentalmente. Brucia come alcool su una ferita. Annebbia la mente. Non si vedono più le cose chiaramente. E’ una droga che non fa più essere se stessi. Gli stessi che fino a poco tempo fa erano indipendenti e felici di esserlo. Gli stessi che avevano le loro passioni, gli hobby, gli amici. Si comincia a vedere tutto in una luce (o ombra..) diversa. E si sta male. Si soffre per tutto. Perchè le giornate hanno solo 24 ore. Perchè il destino sembra intralciare la vostra felicità in tutto quello che fate. Perchè si è deconcentrati. E perchè nessuno, neanche la vostra migliore amica, vostra madre, vostro fratello, il vostro barista, sembra capire. NESSUNO. Ma tutti indistintamente, sono sicuri di esserci passati, sono sicuri di capirvi, di potervi dare consigli, di potervi far stare meglio. E tutti credono, a torto, che la loro esperienza sia uguale alla vostra, che il vostro modo di sentire sia uguale al loro e che alla fine, a conti fatti, non stiate poi soffrendo così tanto.

La credenza popolare vuole che chi è innamorato (che attenzione, è leggermente diverso da COLUI CHE AMA..) abbia gli occhi lucidi (raffreddore??) le guance rosse (ritratto, è febbre..) sorrida a più non posso (una paresi facciale..) e veda tutto rosa (Cambia lenti degli occhiali da sole..).

In realtà, chi ama è spesso triste, depresso. Vede tutto grigio. Non vive più se non in funzione dell’altro. Cambia umore con la velocità della luce, non mangia, non dorme. Non studia. Non lavora. La sua vita subisce un arresto. 

E volete ancora venirmi a dire che tutto questo non è un male?? E vi sembrerò cinica, ma io penso che l’Amore rovini la vita alla gente. Per un attimo di felicità di sono giorni e giorni di pena, ma per cosa? Tanto si sa che una percentuale elevatissima di storie finisce. Quindi alla fine dei conti si ha un sacco di sofferenza, per poi ottenere altra sofferenza con una breve e scialba illusione di serenità nel mezzo.

In ogni caso passiamo oltre. Dopo aver descritto che cos’è l’Amore e le sue varie conseguenze, andiamo a parlare di come si manifesta l’amore verso l’altro. (cominciate a tirare fuori i fazzoletti..)

(Lo so, dividere questi romantici momenti in fasi è decisamente senza sentimento, ma è più pratico.. U_U)

Fase 1: Ti accorgi che sei innamorato/a di lui/lei. Comincia ufficialmente il tuo calvario.

E’ una cosa che capita all’improvviso credetemi. E’ una specie di illuminazione, folgorazione, elettroshock, chiamatelo come volete, ma all’improvviso CAPITE. e non vi capacitate di come non ci siate arrivati prima! (quando è già un mese che siete uno straccio perchè vi alzate alle 5 per prendere il SUO autobus, anche se fa un giro più lungo di 40 km solo perche ve l’ha chiesto lui/lei ..). E in testa, dopo qualche giorno di delirio, vi balena l’idea che forse sì..anzi decisamente sì..vi siete innamorati, anzi di più, AMATE. E amate questa persona per tutto quello che è, e già che ci siete anche per quello che non è, per quello che dice e che non dice, per il suo ciuffo ribelle, il sorriso da star, perchè ha i denti storti, le orecchie da Dr Spok, perchè ha la R moscia..tutto tutto tutto vi fa impazzire. letteralmente. E pensate (sbagliandovi) che la vostra vita abbia di nuovo un senso. E più ci uscite e più le cose vanno avanti, più la/lo amate, più vi piace, più capite che non potreste restare un secondo di più senza di lui/lei.

Fase 2a: Se la persona che amate non è interessata a voi.

Ci siete usciti per due mesi, insieme vi divertite, state bene e in pubblico vi tratta come se steste insieme. Ok è vero, ancora non vi siete accordati su questo punto, anche se voi vorreste fortemente ufficializzare, per cominciare a contare i mesi, per dire a tutti che SIETE IMPEGNATI  per essere contati come COPPIA alle cene della compagnia.e soprattutto perchè lo/la amate. L’altro invece..bhè non sembra così impaziente di impegnarsi con voi e in giro continua a dire che vi frequentate. Dunque il vostro sentimento è (ragionevolmente) così forte che non potete più aspettare e decidete di farvi avanti. Glielo dite. TI AMO. ovviamente avete l’accortezza di scegliere il momento giusto, l’atmosfera, l’outfit..ma..come mai non risponde? perchè non sorride a 32 denti e vi dice ANCHE IO AMMMOREEEE!!! perchè secondo voi?

Bhè è chiaro che non vi ama. Ed è ancora più chiaro che non potete sperare di mettervi con una persona che non vi ama. Quindi o accettate il fatto che potrebbero volerci anni prima che si accorga di cosa ha davanti, oppure scappate. Io prediligo la seconda opzione, che vi risparmierà tempo, lacrime e umiliazioni. Certo, sempre che ci sia un’umiliazione maggiore di dire TI AMO e sentirsi rispondere con un colpo di tosse e un imbarazzato AHEM…..

Questo fa male. Fa moooolto male. lo so. Ma è la vita, e prima imparate a prenderci confidenza, meglio vi andranno le cose. Starete male. Soffrirete. Spererete fino all’ultimo che anche se avete detto all’altro che non volete più vederlo, lui/lei si accorga che vi corrisponde e che non può vivere senza di voi, ma non accade (quasi) mai. Ma tutte quelle volte (e saranno molte) che vi pentirete di averlo/a lasciato/a ricordatevi che avete fatto la cosa giusta. Come potevate pensare di (soprav)vivere pensando ogni secondo della vostra giornata che amavate una persona che provava per voi solo..come dire..affetto?

Fase 2b: Se la persona che amate è interessata a voi.

Il che, fate bene attenzione, non vuol dire che vi ami a sua volta. La differenza dalla fase 2a è che in questo caso con la determinata persona ci state già insieme. E’ tutto ufficiale, gli amici vi considerano una coppia, in macchina quando guida uno dei due l’altro gli sta seduto a fianco, si suppone che il tempo libero di uno vada a vantaggio dell’altro. Siete tranquilli. Non siete neanche gelosi, perchè vi fidate della vostra storia, che procede da qualche mese a gonfie vele. Certo con qualche alto e basso, ma non esiste relazione che non ne abbia no?

Quindi dopo un pò, vi convincete che sia ora di fare il grande passo. Siete pronti. Allora siccome siete timidi e ok che vi fidate della vostra relazione, ma non volete mettere a repentaglio tutto quello che avete costruito in 5 mesi. Quindi la prendete larga..e appena vi sembra ci sia una bella atmosfera prendete il coraggio a 4 mani e scrivete un sms nel quale spiegate a lui/lei quanto lo/la amate. La risposta in molti casi è TI AMO ANCHE IO, magari guarnita di frasi melense e dolciastre che potrebbero cariarvi i denti anche solo leggendole, ma che vi riempiono di una gioia sconfinata. Gioia che svanisce nel giro di una settimana quando vi accorgete che a voce nessuno dei due è in grado di dirlo. Si insinua in voi il dubbio che l’abbia detto solo per rispondervi come vi sareste aspettati e per non farvi soffrire. Oppure magari l’altro è solo timido..ma vi tormentate nel dubbio, litigate, la vostra meravigliosa relazione si incrina. Non sapete più cosa pensare. L’unica cosa che mi sento di consigliare è di farvi arditi e chidere in faccia alla persona amata: MA TU, MI AMI?  e beccarvi la risposta, bella o brutta che sia, fosse anche, come nel caso precedente, un colpo di tosse o un mugolio soffocato..

Nei casi peggiori invece, a quell’sms la risposta è TI VOGLIO BENE ANCHE IO. Il che vi confonde all’inverosimile, vi ferisce, vi fa arrabbiare. Ma come. O MI AMI O NO. Non c’è molta scelta. E rispondere ad un TI AMO con un TI VOGLIO BENE è una cosa che va al di fuori dell’ordine cosmico delle cose. Il primo pensiero che vi viene in mente è MA STO CON UNA PERSONA CHE NON MI AMA? IO, AMO UNA PERSONA CHE NON MI AMA? CHE MI VUOLE BENE? IO PROGETTO LA MIA VITA INSIEME AD UNA PERSONA CHE MI VUOLE SOLO BENE? Vi trovate ad un bivio. O vi basta, o no. Se vi basta, potete sperare che l’affetto diventi qualcosa di più, che in realtà l’altro sia solo timido/a per dirvi TI AMO, e quindi potete continuare la vostra storia che però, vi avviso, non vivrete più come prima di questo momento. Vi sentirete comunque umiliati. E mi chiedo, ne vale davvero la pena? E se là fuori ci fosse una persona che vi ama davvero, e che non ha paura di dirvelo e dimostrarvelo? Cosa vi fa restare con una persona che vi dice solo TI VOGLIO BENE? Se in caso contrario non vi basta, cosa che consiglio vivamente, scappate. Sì esatto anche in questo caso, scappate. Non perdete ulteriormente tempo a farvi mille domande e duemila film mentali per poi concludere dopo troppo tempo, che quella persona non vi amerà mai. E magari presto se ne accorgerà anche la persona con cui state che non vi ama, e probabilmente sarà più coraggiosa di voi e vi lascerà.

In ogni caso è vero, l’Amore è sofferenza, ma è possibilmente auspicabile che voi troviate una persona che soffre quanto voi perchè ama troppo, e uniate le vostre solitudini. Perchè chi ama è sempre solo. Anche se è fidanzato, accoppiato, frequentato. Comunque bisognerebbe sempre puntare a trovare qualcuno per il quale valga la pena soffrire, e quindi amare, e che vi faccia capire che soffre e ama quanto voi, e che vi provi che tutto il dolore e l’amore che date, lo avrete indietro, proprio da lui.

 

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7月8日

- BlAck ClOuD -

E’ ufficiale. La sfiga in questo periodo ce l’ha con me. Non che negli ultimi 22 anni (quasi) sia stata clemente eh, un pò sfigata lo son sempre stata, ma in questi due giorni si è proprio data alla pazza gioia!

Partiamo dal fatto che ieri ho praticamente mandato in tilt la lavatrice conventuale, pensando di fare tra l’altro una buona azione degna di una casalinga DOC e rischiando invece di farci saltare tutte in aria..

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Tutto cominciò quando ebbi la malsana idea di lavare i due miseri tappeti che ho in camera. Miseri non perchè non sian più che decorosi eh, anzi, il problema è la gomma sottostante. Completamente andata. Solo che la gomma infima, si finse in ottimo stato nel mentre in cui io andavo a porre cotanti oggetti di arredamento nel cestello della lavatrice. Ore dopo varie BV accorsero a vedere perchè la lavatrice faceva quel rumorino strano che poco aveva a che fare con una centrifuga.. Tutto andato. O almeno UNO dei due. L’altro è sopravvissuto,ma riporta varie mutilazioni di guerra. Il filtro della lavatrice completamente PIENO di frammenti di gomma, IO BASITA, il Terzo leggermente incazzato.

Risultato, lavatrice fuori uso fino a nuovo ordine, fino a quando, cioè, quella buon’anima dell’idraulico proverà così tanta pena per noi e le nostre sorti lavandaie e verrà a toglierci da questo impiccio. Fino ad allora ragazzi, olio di gomito e tante, tante, tante bacinelle.

Come se non bastasse, oggi ho pensato bene di fare una spesa di quelle grosse dal mio fidato Acqua & Sapone. Vista la mania dell’igiene che mi ha preso ultimamente insieme a quella del risparmio, ho saccheggiato tutte le offerte che il negozio proponeva, arrivando persino a comprare la candeggina da 5 litri  per risparmiare nel tempo. (Investimento da tamponare in due mesi, ho pensato. Chi tamponava però il sudore che cadeva copioso mentre cercavo di portare il tutto alla cassa? Nessuno! Cacchio solo la bottiglia di candeggina era più alta di me!)

In ogni caso arrivo alla cassa come se avessi appena affrontato la Parigi-Dakar a piedi e senz’acqua e NO CHE IL BANCOMAT NON FUNZIONA! Ovviamente ero senza contanti e tra le scuse (mie) e gli sbuffi di fumo dalle orecchie di quelle 4 vecchie dietro di me (che si ostinano a comprare creme per il corpo alla rosa e alla vaniglia, come se ci fosse davvero qualcuno interessato a sentirle profumare come una pasticceria..) mi son fatta mettere il colosso di candeggina e il resto della spesa da parte e sono andata a prelevare.

Grazie al mio fidato Davide che mi tira fuori sempre dai guai che sto BIIIIP di bancomat mi causa, alla fine son riuscta a risolvere (ma mica del tutto eh..figuriamoci!).

Prima però di giungere dal mio salvatore ho pensato bene di fare una pausa caffè. Guardo l’orologio - 14:15. Bene, ho detto, faccio tempo a fermarmi al mio bbbbar preferito e farmi uno splendido CAPPUCCINO FREDDO SHAKERATO. Uno dei miei vizietti diciamo.

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E ora la scena che succede dopo ha dell’incredibile. Tipo film. Film da sfigati però..

Entro da ILLY (Sant’uomo..) e ordino. Trascino la mia borsa di spesa (con la quale avrei potuto costruire una bomba al plutonio da quante sostanze chimiche conteneva..) fino alla mensola laterale del bar e vado a recuperare il mio cappuccino.

Mentre mi avvicino al bancone, e già pregusto la fresca delizia, DOH, NON GLI HO DETTO CHE LO VOLEVO DECAFFEINATO ACCIDENTIIIIII!!!!!! Arrivo al bancone e già mi vedo la notte seguente in preda alle tachicardie che solo un milligrammo di caffeina può provocarmi per giorni e giorni e quasi terrorizzata faccio per prendere il bicchiere in mano quando….

SPLASHHHHH!! UN’ONDA DI CAFFE’ E LATTE EMULSIONATO SI ABBATTE SUL PAVIMENTO.

Lì per lì resto come imbambolata e penso CAVOLI, MA IO IL BICCHIERE NON L’HO MICA ROVESCIATO, COM’E’ SUCCESSO CHE IL MIO CAPPUCCINO NON ESISTE FISICAMENTE PIU’??? Presto spiegato. Quell’infimo del fondo del bicchiere ghiacciato ha pensato bene di staccarsi dal resto del bicchiere proprio mentre lo prendeva in mano la sfigata che sta scrivendo. Ovviamente ho lavato ovunque, e chiunque attorno a me, tranne chiaramente ME. Ero pietrificata col bicchiere senza fondo in mano e quasi piangevo per tutto quello spreco, quando mi si è accesa una lampadina in testa e ho praticamente urlato al barista: IL PROSSIMO DECAFFEINATO GRAZIE!!!

Sembrava una di quelle scene alla Sesto senso dove il bambino sfigato a cui non piace qualcosa, lo fa esplodere all’istante.. Io non ho fatto in tempo a dire ACCIDENTI LO VOLEVO DECAFFEINATO che PUF, non c’era più!!!

Comunque alla fine ho lavato un paio di bancari con quella meravigliosa bevanda che è il CAPPUCCINO FREDDO SHAKERATO DI ILLY e me ne sono andata per la mia strada con la mia scia di sfiga..

Problema: SPERO e ribadisco SPERO che la sfiga si trovi qualcos’altro da fare dal 18 al 25..IO HO UNA VITA SOCIALE!!!

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5月28日

- TeSt MAcHiNe -

Sono una piccola macchina da esame. Sono una piccola macchina da esame. Sono una piccola macchina da esame.

Molto presto mi cresceranno delle appendici a forma di penna sulle mani.. e mi verrà la gobba per i 200 kg di dizionari che sto portando in giro a prendere aria ultimamente. Ma non importa perchè come continuo a ripetermi più come autoconvincimento che altro, lo faccio per passione, lo faccio perchè amo farlo e mi sento realizzata solo per questo. (Ahahha..seeee… certo. Ehm. Spè che mi ricompongo..)

Oggi comunque il mio cervello ha dato forfait per la prima volta. Avevo fortissimamente voluto toccare la soglia del 5 ESAMI IN 5 GIORNI,ma ho incontrato qualche difficoltà a farlo accettare al mio corpo. Che ricordo, si sta ancora riprendendo dall’incontro ravvicinato SONIA – BRUZ – MARK di lunedì.

Ieri mi sono data ad una delle sgobbate più imponenti della mia carriera accademica. Biblioteca, Maria Moliner, Laura Tam, Testi di trattativa, il tutto condito da un sano diluvio universale. Ci mancava il caminetto acceso e un bicchiere di vino ed era una tipica scenetta natalizia di relax. (Temperatura leggermente diversa adesso che ci penso..)

Comunque ad un certo punto ho cominciato a vedere dizionari danzanti, parole confuse e a sentire la voce della Costanza che parlava di bambini adottati, indi ho precocemente deciso di chiudere tutto e fuggire da quel luogo di perdizione. Il problema è che una volta a casa la testa aveva deciso di implodermi quindi non ho combinato granchè. E stamattina ho fatto anche la buona azione di mettere la sveglia alle 6 per ripassare, purtroppo con scarsi risultati..

Nel frattempo la scena della mia prossima bocciatura mi balenavano davanti.. BENE, VOLEVO INNANZITUTTO FARE I COMPLIMENTI ALLA SIGNORA ROSA MONTERO PER I NUMEROSI PREMI LETTERARI VINTI NELL’ULTIMO ANNO… e io BUENO…………………..EHM…………………………EHM……………………………. e lì tragicamente veniva seppellita la mia trattativa insieme alla mia media.

Ho quindi logicamente deciso di dire Auf Wiedersehen alla Costanza e presentarmi il prossimo appello. Tanto di sicuro non sentirà la mia mancanza..

In compenso adesso mi trovo faccia a faccia con il mio (dovrei dire nostro) glossario di spagnolo.. allora già l’attiva spagnola per me è un mistero, ed è ancora di più un mistero come riesca a passare gli esami di questa splendida materia..ma .. COSTRINGERMI CON LA FORZA A FARE ANCHE UN GLOSSARIO! Chissà se al telefono azzurro coprono questo tipo di violenza psicologica..

In ogni caso willy nilly lo devo fare anche se è più il tempo che passo in silenzio guardando il foglio pensando ai razzi miei che altro.. Irene mi ucciderà per questo probably..

Tra l’altro, ho scoperto che forse sarebbe meglio anche che io mi attivassi, uscissi dalla mia leggendaria pigrizia e cominciassi, magari, a farmi uno schema degli esami che devo fare. Sì perchè gli ultimi esami che ho sostenuto li ho fatti perchè parlando con le mie compagne magari saltava fuori il discorso tipo: AH SI’ CREDO CHE FARO’ ****** LUNEDI’.. e io pensavo ACCIDENTI, FORSE LO FACCIO ANCHE IO.. ed è così che mi son iscritta in lista sempre la mattina stessa dell’esame, con una preparazione non proprio ai massimi termini ecco..

Comunque adesso ho deciso di fare la studentessa diligente (coro di risate) e oggi mi impegnerò solennemente nel fare questo benedetto schema,dove casualmente gli esami dei cari buoni vecchi David e John saranno tra gli ultimi da me sostenuti (e anche superati me sa..). Ah bhè senza dimenticarsi il meraviglioso orale di arabo.. che NON HO LA MINIMA IDEA DI COME FARO’ A PASSARE dato che io e l’arabo..ecco diciamo che non siamo mai stati in stretti rapporti di amicizia sebbene ami questa lingua e stimi profondamente il suo corpo docente. (Rumore di unghie sullo specchio..).

In ogni caso probabilmente alla fine di questa sessione sarò morta. Schiacciata dal peso dei dizionari.. Scivolata su un foglio dei temi di Snelling.. Trafiggendomi la gola con una penna.. insomma.. forse non vale neanche la pena affaticarsi tanto!!!

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ps: Tra l’altro or ora mi torna in mente la prima frase del mio esame di trattativa inglese 2 dove ho dato il meglio della mia creatività..

DL: Bhè io credo di avere dei buoni informatori sulla questione..

Io: I think I know enough about it to talk about it.

Rendiamoci conto..

(Mi viene in mente la Wadia l’anno scorso che mi aveva detto urlando FIRST AN INTERPRETER NEEDS TAAAACTTTT!!! vabbè non è colpa mia se il tatto non è proprio il mio forte.. uffa..)

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5月13日

DeErHeArT - bReAkDoWn

I saw you
You saw me
That's when I needed you
You needed me
I kissed you
You kissed me
And thought forever yeah
We'd always be
Well I like you
You like me
Seems that we fit so perfectly
You make me feel worthy
And I've let you take care of me
 
 
 
Were alright now,
Gonna break down the breakdown
Move from where we stand
See what we don't want to see
I love you
You love me
Oh but lately
Somethings wearing on me
I've been growing
I've been changing
And seems like you're barely moving
 
There is nothing we can do to get past this
Nothing you could say
Baby please don't fret
Our time has moved passed us
I love you
You love me
Is it possible we love differently
You need me but I need to
Feel strong baby without you
 
  
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5月11日

- Gossip WHAT ??? -

“Buon giorno Upper East Side. E' Gossip girl che vi parla, la vostra unica fonte di informazioni sulle scandalose vite dell'elite di Manhattan.”

Style:

Con questa frase comincia uno dei telefilm su cui mi baso quando vado a fare shopping. Sì perchè sinceramente non che muoia dietro alle avventure di S, B e J, ma osservo con minuzia i particolari dei loro look. Certo, il mio budget è leggermente (quasi impercettibilmente proprio..) inferiore, indi se devo comprare una borsa come quella di Serena non mi fiondo certo da Gucci..

Coooomunque il mio occhio di lince (sì bhè..più o meno insomma..) è stato incollato allo schermo del pc per due serie consecutive, e alla fine ho raccolto una buona quantità di cose che non capisco. (E qui direte: TU CHE NON CAPISCI = NORMALITA’).

Come tutti noi gggggiovani d’oggi ben sappiamo, i telefilm che ci propinano alla tv ben poco hanno a che vedere con la realtà di ogni giorno. E’ per quello che attirano tanto. Perchè nonostante tutti i casini metafisici che posso avere i personaggi, la loro vita ci sembra SEMPRE migliore della nostra.

Un altro motivo per essere morbosamente innamorati di telefilm del genere, è il fatto che i personaggi fanno cose che VOI UMANI NON POTETE NEANCHE IMMAGINARE.. e non sto parlando di voli, di camminate sulle acque alla maniera dell’Altissimo, di cambi di forma, di viaggi nel tempo.. no. Parlo di cose abbstanza normali e plausibilmente verificabili in un mondo perfetto. Non nel nostro. Ed è da questa serie di impossibilità che a loro sembrano così possibili che nasce la mia riflessione.

Partiamo dall’immagine che hanno i personaggi. Ok ok, è la NY bene quella di cui stiamo parlando. E si tratta di FICTION. Quindi niente è come dovrebbe essere. ok. Ma PERDINCIBACCO! Se io vado a scuola così, a parte che mio padre mi chiude in convento (no..lo ha già fatto accidenti..), ma son sicura che a scuola non ci arrivo proprio!! Probabilmente finisco nel traffico di prostitute dall’est ancora prima di mettere piede fuori di casa!

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Un’altra che ha sempre l’outfit giusto per ogni occasione, senza però tralasciare mai lo stile PASSEGGIATRICE MINORENNE è Jenny Humphrey. Ecco una mise tipica della piccola J che anche mia madre sarebbe entusiasta di vedermi addosso. Magari per andare a fare un colloquio, perchè no! E ricordiamo che Little J ha solo 15 anni nel telefilm. Sì perchè TUTTE le fanciulle di 15 anni se ne vanno in giro così, chi non lo fa..anzi, macchè 15..a 12 bisognerebbe mandarle in giro abbigliate a quel modo..

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Comunque dolci gggiovani, figli di facoltosi, se ne vanno in una scuola privata degna di rispetto nell’Upper East Side. Scuola che prevede il preciso uso obbligatorio di uniformi, UGUALI PER TUTTI e assolutamente non modificabili. SEEE..NEI TUOI SOGNI FORSE!! Eh no, perchè in GOSSIP GIRL everything is possible, anche andare nel sacro luogo di studio esattamente come vuoi. Diciamo che la scuola ti da una divisa di BASE e poi tu sopra ci lavori come vuoi, ci attacchi le perline, ci metti le calzette rosse, strappi le maniche delle camicie, attacchi pezzi di tulle qua e là, insomma in questa scuola sviluppano anche la tua creatività! Meglio di così proprio..chissà se è compreso nella retta..

GOSSIP GIRL

Altre cose che non comprendo sono legate particolarmente a tutti i telefilm..tipo come fanno ad essere in ordine e ad avere i boccoli perfetti al millimentro a mezzanotte anche se piove dalle otto di mattina..

Oppure come è possibile che chiunque entra in casa di chiunque? Sempre porta aperta? Chiavi a disposizione? Oppure c’è l’usanza che tutti le tengono sotto lo zerbino? Ma poi qualcuno di loro lavora?? O ha orari flessibili come vuole?

Com’è possibile che tutti abbiano una media oltre ogni limite non studiando mai? Come mai hanno 17 ani e ne dimostrano 25? Come fa Chuck Bass a non aver mai preso una malattia venerea? Come fa ad investire nelle aziende di suo padre senza essere maggiorenne? Come fanno ad avere tutti l’aggiornamento in tempo reale a Gossip Girl? Come è possibile che Gossip Girl abbia sempre la foto dei protagonisti scattata in momenti provati, tipo SERENA IN BAGNO CHE SI GUARDA ALLO SPECCHIO, da mettere in home page? Come fa Jenny Humphrey a farsi vestiti che guarda te, vendono uguali da HM? Come fa suo fratello a portare fuori Serena se manco arriva alla fine del mese? Ma la domanda che mi preme più di tutte è..

COME MAI NESSUNO HA MAI DENUNCIATO GOSSIP GIRL PER DIFFAMAZIONE??????????

La polizia postale ci metterebbe un secondo a capire chi è..Grazie a quest’individuo succedono i casini più impensabili e questa se ne sta tranquilla a bersi la sua limonata!!!!

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5月6日

- Beneficio del Dubbio -

Devo dire che mi sto stancando dell’ignoranza che mi sta attorno. Preciso che non credo di essere la verità rivelata (come diceva saggiamente la deKreutzenberg..) nè di essere onniscente (e neanche vorrei) però davvero, la situazione sta rapidamente precipitando!!

Ciò che mi spaventa è come certe cose che per me sono basilari, per dirne una su tutte, l’uso del congiuntivo, che è la prima che mi viene in mente, ma non certo la più importante, siano praticamente insesistenti nel bagaglio culturale della mayorìa delle persone. Ovvero il bagaglio l’han visto da mooolto lontano. Potrei spiegare il tutto molto facilmente dicendo che è colpa della pessima qualità della scuola italiana, ma secondo me il problema si spinge ad un livello più individualistico, ma mi fa un enorme piacere vedere come nell’ ignoranza e nella svogliatezza generale ci siano ancora delle eccezioni.

Parliamoci chiaramente. Io a scuola non sono mai stata la prima della classe. E adesso che sono al terzo anno di Interpreti, ancora riesco ad avere una media che tende più verso il basso che il contrario. E questo perchè i voti non esprimono la cultura generale di una persona. I voti dicono quante volte ho sbagliato il congiuntivo spagnolo. I voti dicono quanto ti ricordi della vita di Carducci. Quanto sai fare le espressioni. Quanto in alto salti. Non dicono quanto sei curioso sui fatti del mondo. Quanto ti interessa parlare un italiano corretto. Quanto sei sensibile verso quello che ti sta attorno. Il che secondo me esprime la vera cultura di una persona.

Personalmente appartengo alla categoria di appassionati di scienze umanistiche, e una mia grande passione è la letteratura. Quindi nel tempo libero leggo Catullo, e uno dei miei libri preferiti sono le Heroides di Ovidio, le poesie di Saffo e l’Eneide, i sonetti di Shakespeare o le poesie di Baudelaire. Ma non è obbligatorio fare come me per essere acculturati. Anzi il mio non è neanche un segno di cultura, è solo passione. Invece di Catullo potevo appassionarmi alla matematica. E allora avrei trovato piacevole fare operazioni complesse, e avrei gioito nel vedere il risultato corretto quanto adesso mi commuovo nel leggere ancora una volta la scena della morte di Didone.

Il fatto che mi allarma maggiormente è come tutto attorno a me scada nel nebuloso, le generazioni avanzano e hanno sempre meno interesse per l’immagine che danno di se stessi. In altre parole, io mi sento una ganza se faccio giusto il congiuntivo. Ai diciassettenni di adesso (Con le debite eccezioni, e penso a più di un membro del QTP) non importa se quando fondano un gruppo su FB sbagliano persino a scrivere il titolo. E non parlo di un errore di distrazione. Parlo di AFFEZIONATO scritto con due Z. Parlo di ASOCIALE scritto con due S. Parlo di frasi come: VOGLIO CHE VIENI. o una che ho letto giusto ieri: SE PROVEREI QUALCOSA PER TE TE LO DIREI. E lì davvero mi viene la pelle d’oca. Mi viene da piangere, ma non per le corde che frasi del genere potrebbero toccare nel profondo del mio animo. Ma perchè penso che io mi sentirei una specie di bestia strana a parlare così. E capiamoci, anche io scrivo XKE’ negli sms eh..

Nessuno ha interesse per la cultura. SEMPRE con le debite (e per fortuna che ci sono..) eccezioni. Io mi crogiolo nell’usare detti latini nelle frasi, perchè mia mamma mi ha insegnato fin da piccola ad usarli perchè, come diceva la deK, il latino nobilita anche la più sciocca delle frasi. E così detti di uso comune, come potrebbe essere PER ASPERA AD ASTRA diventano incomprensibili ai più. (E causano sguardi di derisione..ma cosa ridi se sei ignorante!! Piangi piuttosto!). Se ti racconto da dove deriva MORITURI TE SALUTANT non ridermi in faccia. Un giorno potrebbe esserti utile..

E il mio scrivere non vuole essere un elogio del latino, capiamoci. Scrivo in un’ottica personale, e quindi parlo della cultura come la vedo io. Io so di essere ignorante in altri campi, per esempio con i numeri. Faccio ancora i conti con le dita!! Conosco persone che non conoscono il latino e davanti alle quali comunque mi senti indecentemente ignorante. Quello di cui mi lamento è della carenza di un minimo di dignità personale, che porti ad interessarsi di non venire considerati delle capre assolute. E ripeto, non è colpa (TUTTA almeno) della scuola. Nè dei voti. C’è gente che esce col cento dal liceo e non sa neanche chi è il presidente del Parlamento Europeo.

Credo che ci sia un assopimento generale. I ragazzi non sono più curiosi. I genitori non sono più apprensivi. Non interessa se il figlio non parla italiano. E’ questa la cosa triste. Manca l’interesse. E sì che la cultura e il sapere danno una soddisfazione che poche cose danno. Io nel frattempo continuo a prendere i miei 22, e a correggere gli altri sulle cose che so e ad incavolarmi se gli altri correggono me. E continuo a farmi rimproverare da mia madre se dico E’ VENUTO A CASA invece che ANDATO. Sarà un lapsus freudiano??? Mah..

ps: Questo post in parte lo dedico al QTP, una fucina di menti grandiose, e pieno di ggggggiovani che hanno voglia di conoscere e di imparare e di parlare correttamente. Il QTP che su FB non utilizza nè XKE’ nè XO’ , e che sfrutta ancora il nostro meraviglioso verbo per esprimere quello che pensa.

4月19日

*________*

Due mani fredde nelle tue
Bianche colombe dell’addio
Che giorno triste questo mio
Se oggi tu ti liberi di me
Di me che sono tanto fragile
E senza te mi perdero’
Piccolo uomo non mandarmi via
Io piccola donna morirei
E’ l’ultima occasione per vivere
Vedrai che non la perdero’ - e no!
E’ l’ultima occasione per vivere
Avro’ sbagliato si lo so’
Ma insieme a te ci riusciro’ e si!
Percio’ ti dico
Piccolo uomo non mandarmi via
Io piccola donna morirei
Aria di pioggia su di noi
E… tu non mi parli piu’ cos’hai
Certo se fossi al posto tuo
Io so’ gia che cosa mi direi
Da sola mi farei un rimprovero’
E dopo mi perdonerei
Piccolo uomo non mandarmi via
Io piccola donna morirei
E’ l’ultima occasione per vivere
Vedrai che non la perdero’
( perche’ io posso )
Io devo – io voglio vivere
Insieme a te ci riusciro’
( e… io devo farlo )
E’ l’ultima occasione per vivere
Vedrai che non la perdero’
( perche’ io posso )
Io devo – io voglio vivere
Ci riusciremo insieme.
Piccolo uomo non mandarmi via
Io piccola donna morirei
Piccolo uomo non mandarmi via
Io piccola donna morirei

1月22日

Notte di Febbraio

Stai con me, è presto e poi che fretta c'è
anche se fuori dall'auto già piove da un'ora
e sale piano la voglia di una casa,
una candela da accendere
e poi spegnere.
Come un'illusione dopo fiumi di rancore
tu sei dentro quella vita che vorrei.
Splendida visione in un deserto di dolore
ho già i brividi se penso che ci sei.
Scaldami ed io poi farò lo stesso,
prendimi io sono indifeso adesso.
E parlami di te: la vita che sognavi
era questa, insieme a me, oppure no?
Non dirmelo.
E come un'illusione dopo fiumi di rancore
tu sei dentro quella vita che vorrei.
Splendida visione in un deserto di dolore
ho già i brividi se penso che ci sei.
Parlarti ancora mentre il mondo affiora,
dirti che non sei sola e lo sai.
La tua pelle ora, tutto il resto vola...
E nel niente solo noi...
Lontana una luce dà poesia:
non andar via.
Come un'illusione dopo fiumi di rancore
tu sei dentro quella vita che vorrei.
Splendida visione in un deserto di dolore
ho già i brividi se penso che ci sei.
Parlarti ancora mentre il mondo affiora,
dirti che non sei sola e lo sai.
La tua pelle ora, tutto il resto vola...

1月14日

Frequenti la Scuola per Interpreti e Traduttori di Trieste se..

1: Il tuo primo pensiero la mattina è quante tazze di caffè ingurgitare per arrivare a sera.

2: Sempre mentre ingurgiti la tua terza tazza di caffè pensi a quella proposizione che non sei riuscito a tradurre nella tua ultima traduzione.

3: Ci pensi anche mentre ti lavi i denti, ti fai la doccia, ti bevi un altro caffè tanto per essere sicuri, ci pensi mentre ti vesti, e mentre vai alla SSLMIT.

4: Ci pensi mentre aspetti l'ascensore.

5: Siccome l'ascensore in questione, quello che usano tutti, quello dell'ala destra, è sempre occupato, decidi di fare le scale anche se sei in O5.

6: Appena entri in atrio, tenendo la porta a 10 persone, la metà delle quali sono ERASMUS e quindi non ringraziano, non pensi che l'ascensore di sinistra è sempre libero, ma vai APPOSTA a quello occupato.

7: Sei capace di non perderti nei 2000 corridoi e anfratti della SSLMIT, ben conscio che un tempo la scuola era un hotel.

8: Sai benissimo che l'aula computer in realtà è solo un buon posto per chiacchierare dato che va 1 computer su 30.

9: La sera passi il tempo a cercare collocazioni per la Scarpa.

10: A francese sei sotto esame una volta al mese, per poi avere un voto solo.

11: Ti chiedi almeno una volta al mese come diavolo hai fatto a passare il test di ammissione. Soprattutto ad inglese.

12: Ti chiedi almeno una volta al mese PERCHE' se hai passato il test di ammissione, ti senti un perfetto imbecille e ti pare di non capire un accidente.

13: Ti pare sempre che gli altri capiscano più di te.

14: Ti sei vantato almeno una volta con i tuoi amici della facoltà che frequenti. La tua frase preferita è: "No, non è proprio una facoltà come tutte le altre.." oppure "Noi a interpreti.."

15: Il libro di Dodds è il tuo oggetto del desiderio, così come le dispense della Lozano..

16: Quando incontri i tuoi colleghi riuscite solo a parlare dei prof, delle dispense, degli esami..

17: Le battute che ti fanno ridere riguardano giochi di parole oppure il nuovo presidente della BCE.

18: Fino al 2 anno non hai saputo cosa fosse la BCE. E quando te l'hanno detto hai fatto finta di saperlo dalla culla..

19: Quando la Merkel è venuta a Trieste le urlavi frasi in tedesco.

20: Quando entri in facoltà ti dimentichi automaticamente la tua lingua madre.

21: A inglese parli con quelli che non conosci in inglese dando per scontato che non siano italiani, ma solo alcuni dei tanti Erasmus..

22: Con i tuoi amici parli Spanglish, Franglais, e ogni altro miscuglio di lingue, tranne l'italiano.

23: Ti vanti di questo.

24: Ti vanti con tutti di conoscere a perfezione l'IPA.

25: Dici di frequentare lezioni di lingue che non sono le tue, solo per tenerti in allenamento.

26: Lo fai davvero.

27: La tua più grande emozione è uscire davanti a tutti a fare una simulazione di trattativa.

28: Fai di tutto per evitare suddetta simulazione.

29: Sogni spesso di reincarnarti e rinascere trilingue.

30: Nei primi tre anni, durante le lezioni in aula magna ti giravi spesso verso le cabine interpreti sognando il momento in cui ci saresti entrato anche tu, e avresti giocato col microfonino della cuffia.

31: Mentre i tuoi genitori parlano, ti metti indice e medio sull'orecchio e cominci a dire: "Interferenza in cuffia.." oppure ti metti a tradurre quello che dicono in simultanea.

32: Passi davanti alla bacheca dell'ala destra e ti ci fermi a leggere gli avvisi e vedi tutto, tranne quelli delle lingue che interessano a te.

33: I prof mettono gli avvisi in bacheca il giorno stesso.

34: Tu e i tuoi amici siete fermamente convinti che la formula della sopravvivenza sia: Aulin, Red Bull, Caffè e Dizionario.

12月11日

When you Love Someone - Bryan Adams

When you love someone - you'll do anything
You'll do all the crazy things that you cant explain
You'll shoot the moon - put out the sun
When you love someone

You'll deny the truth - believe a lie
There'll be times that you'll believe you can really fly
But your lonely nights - have just begun
When you love someone

When you love someone - you'll feel it deep inside
And nothin else can ever change your mind
When you want someone - when you need someone
When you love someone...

When you love someone - you'll sacrifice
You'd give it everything you got and you wont think twice
You'd risk it all - no matter what may come
When you love someone
You'll shoot the moon - put out the sun
When you love someone

  

12月10日

Czech Me Out! - Praha!

Dopo un periodo luuuunghissimo di assenza dalle scene, che non starò qui a spiegare (non avevo una emerita mazza da DIRE..) le Bruz Adventures son tornate per deliziarvi. (Ennesimo coro di "NOOOOOOO.." ma tanto ormai son diventata sorda a cotanta manifestazione di pigrizia mentale ok???)
E ci torno, sotto i riflettori, per raccontare in chiave tragicomica (Io e la Rosh siam diventate maestre nel raccontare le nostre disgrazie ridendoci su..tsè..) il mio week-end Praghese.
Tutto cominciò in una notte buia e tempestosa (Eran le sei di mattina, ma va beeene lo stesso..ah e tra l'altro non tempestava..però diluviava..) quando presi il pullmann con i miei e altre 90 persone.
Week-end praghese dicevo, organizzato come al solito dal Circolo di mio papà, che ultimamente mi organizza anche le vacanze..(ma a voi so già che non ve ne può fregare di meno..).
Tornando al pullmann, partiamo e dopo dieci minuti di tentato sonno, proprio mentre mi sto per addormentare, ecco che vengo svegliata dalla voce di quel cavolo di autista. Ora, l'autista merita un suo paragrafetto in questo post. Descrizione: Alto, sui 40 anni, mega lampadato (ma io e mia mamma sapevamo benissimo che era autoabbronzante..) capelli ingellati, uno che tenta disperatamente di fare il figo, che si tromberebbe qualsiasi cosa gli passi davanti (o almeno questa è la sensazione che dava..), insomma UN SOGGETTO. Evitabile aggiungerei..fortunaccia mia che mi è stato alla larga..bleah! Comunque tornando al viaggio, questo bastardo si era messo in testa di non farmi dormire, infatti ogni volta che stavo per.....eccolo che rispuntava fuori con frasi tipo: "Alla mia destra potete vedere una caccola del naso di Garibaldi.." Al che io tiravo giù tutto il Pantheon e mi voltavo dall'altra parte (ma al ritorno non mi ha fregata più..avevo i tappi..tiè!). comunque ci fermiamo a magnà a Monaco (posso dire di esser stata a Munchen, anche se ho visto solo un metro quadrato di zona industriale..che soddisfazioni..) e dopo pranzo si riparte. Un altro appunto da fare sull'autista è che NON SI SAREBBE FERMATO MAI. E anche se questa farse in altri contesti potrebbe risultare positiva, per me non lo è stato visto che ci siamo fermati ad un autogrill solo a Trento!
In ogni caso tra una coda e l'altra arriviamo a Prague. Il paesaggio che si presenta è quello da "Sfondo del Desktop" : prati verdi e collinette, alberi e nuvole, ma tutto in perfettissimo ordine! Una cosa mai vista..non una fabbrica, non una ciminiera..certo questo PRIMA di entrare in città ovvio..
Comunque arriviamo, ci sistemiamo, e scendiamo per la cena (Io avevo i tacchi e il ginocchio sinistro che faceva CREEEEEK ad ogni passo..ma si sa, chi bello vuole apparire.....deve fare a meno di qualche pezzo! Nel mio caso era il ginocchio..). Io ero senza occhiali e senza lenti a contatto, cosa che faccio praticamente sempre, però in quel caso, i miei cari occhi avevano deciso di annebbiarsi per la stanchezza indi vedevo meno del solito. Arrivo agli antipasti attaccata a mia mamma e le sussurro ad ogni metro: "Mamma vai piano che non ci vedo." risposta della carissima donna: "E' arrivata la cieca di Sorrento! Se non ci vedi dovevi metterti gli occhiali! E io e tuo padre che facciamo tanti sacrifici, e li abbiamo pagati e tu poi....bla bla bla bla.." a quel punto ho deciso di virare e mi son trovata davanti una terrina piena di quella che ai miei occhi sembrava pasta. Ecco. Non lo era. Era una specie di verdura verdina, che sembrava pasta al pesto..una cosa orridaaaaaaa!!! Certo, l'ho scoperto solo DOPO averla messa in bocca e mezza inghiottita..
Comunque l'imperativo di questo week-end è stato: "Tu mangia, perchè anche se sembra qualcosa che tu pensi di conoscere, alla fine non sarà quello che pensavi, e il gusto sarà orrendo, quindi tanto vale!" Infatti ora di lunedì non guardavo neanche cosa mettevo nel piatto (non che avrebbe fatto tanta differenza) e in questo modo ho scoperto un sacco di cose! La scena tipica a tavola era: A:"Cosa stai mangiando?" B: "Non lo so..sembra xxxxxx, aspetta che assaggio..Ah no..non so cosa sia, però è buono!" e così via..
Un altro aspetto carino della città di Praga è la circolazione stradale. Dunque si vede che la Czech Republic ha un codice della strada tutto suo, in ogni caso, due sono gli aspetti fondamentali:
1- le corsie di sorpasso NON sono delle corsie dove si resta il minimo tempo necessario per superare il vecchiaccio che ti sta davanti che va a due all'ora. NO. A Praga servono come corsie normali, solo che ci vanno quelli che non hanno geneticamente la capacità di rispettare i limiti. Quindi noi viaggiavamo normali, (con tanto di autista lampadato che andava a 200) e appena guardavo fuori sembrava di essere su un circuito di formula uno! Divertentissimo.
Aspetto numero 2: A Praga hanno fretta. Se sei un pedone sei MORTO. Certo, lo sanno anche loro che ci sono le striscie, ma ci sono a tuo rischio e pericolo! Infatti mi sono trovata più di una volta una macchina ad un centimetro dalle gambe. Per carità si scusavano, però sapete com'è, ancora credo che quelle mi servano! Comunque la scena topica è stata quella in cui io e altre quattro, cinque persone, facciamo per attraversare davanti ad un furgone fermo al semaforo, e mentre attraversiamo questo comincia ad accelerare! Una cosa tipo intimidatoria! Sembrava SuperCar..ci mancava solo che si mettesse a parlare con tutte le lucine rosse accese.. al che io ho esclamato: "Azz, questo è cattivo!" e ho fatto appena in tempo a correre via, che mi son sentita il bordo del giubbotto andarsene con il furgone che nel frattempo aveva dato gas ed era ripartito..
Ma questo week-end a Praga non mi ha fatto solo scoprire gli aspetti negativi, dell'est Europa,ma anche quelli positivi come...LA CANNELLA NEL CAPPUCCINO! Cavoli, una Cappuccino Addicted come me doveva saperlo..dovevo essere a conoscenza della meraviglia data dall'unione di questi due elementi.. Detto fatto, mi infilavo da Starbucks ogni volta che potevo, ordinavo un Cappuccino GRANDE e svuotavo il contenitore della cannella. al dodicesimo starnuto riuscivo anche finalmente a berlo! Ma la Cannella è un elemento presente in TUTTA la cucina praghese, e devo dire che veramente, ne ho fatto indigestione..ma ben venga! Io è da un secolo che mi mastico le Brooklin alla cannella..ah ke goduria..
Comunque come tutti i week-end del genere, mi son vista un sacco di monumenti, palazzi, l'Orologio di Piazza dell'Orologio che da dentro il municipio si vede proprio tutto, i sotterranei romani del municipio, il quartiere ebraico con l'orologio ebraico (numeri in ebraico e pensate un pò..gira al contrario..spero di non dover mai chiedere l'ora a uno di quelli!) poi mi son vista il Ponte Carlo, dedicato a Re Carlo, (mi son dovuta anche sorbire i miei che si baciavano in mezzo al ponte, perchè dicono porti fortuna..già,ma la fortuna di chi? Io mi sarei volentieri buttata nella Moldava davanti a certe scene!) poi il battello serale sulla Moldava (Ho preferito quello sulla Senna....con tanto di Vie en Rose di sottofondo..), e sabato sera con cena tipica nel monastero benedettino con ballerini folkloristici e tanto, tanto, tanto, ma taaaaaaaanto alcool. Per farvi un esempio, a pranzo il primo giorno mio papà mi ha rimproverato perchè ho bevuto un sorso del biccherozzo di birra che mi avevano portato. Arrivati a domenica era lui che mi passava i bicchierini di liquore.. Comunque a me neanche piace la birra..ma se non c'è altro mi adatto! Insomma ho visto una mareeeeeea di cose, ho visto anche cose che non avrei voluto vedere, come mio papà e i suoi amici con duemila litri di alcool in corpo che cantano MARINA MARINA MARIIIINAAAAAA a mia mamma, mentre quest'ultima ride come una pazza..
Durante il viaggio di ritorno ci siamo fermati in Austria e già lì comprendere quello che avevo nel piatto non mi è sembrato vero! comunque anche lì dei paesaggi magnifici..altro che Hogwarts! Anche se sono arrivata a Vic con un mal di schiena incredibile dato che dormendo in pullmann mi ero tipo chiusa a riccio su me stessa e mia mamma era lì che guardava! Che madre amorevole..
In definitiva ok, mi sono divertita più che altro ridendo degli altri, e non CON gli altri, però anche questo è divertimento..son anche riuscita a coniare una massima di riassunto..
"Praga è come il Kinder Bueno. Lo mangi, ti piace, ma non ti sazia!" ed è proprio così che mi ha lasciato questa città, con un piccolo vuoto da riempire! Ma sono fiduciosa e SO che ha molto altro da offrire..magari se ci torno con gente sotto i 50 anni mi fa un impatto diverso, chissà..

12月1日

Heroides - XV

Dimmi, appena hai visto la lettera scritta da una mano colta, i tuoi occhi l'hanno subito riconosciuta come mia? E se non avessi letto il nome dell'autore, Saffo, non sapresti da dove ti giunge questo breve scritto? Forse mi chiederai anche perché i miei versi sono alterni, mentre io sono più portata al metro lirico: io devo piangere il mio amore; e l'elegia è un genere indicato per il pianto, mentre non c'è lira che si adatti alle mie lacrime. Brucio, come avvampa un fertile campo con le messi in fiamme, al soffio implacabile di Euro. Faone frequenta le lontane campagne dell'Etna di Tifeo; io sono posseduta da un calore non inferiore a quello del fuoco dell'Etna. E non mi nascono versi da accompagnare col sapiente tocco delle corde: la poesia è prodotto di una mente serena. Non mi sono gradite le fanciulle di Pirra o di Metimna, né la schiera di quelle di Lesbo. Non conta nulla per me Anattoria, nulla Cidro splendente di bellezza, il mio sguardo non è attratto, come prima, da Attide e dalle cento altre che amai non senza colpa. Tu ingrato, possiedi da solo ciò che fu di molte. Tu hai la bellezza, hai l'età adatta ai giochi d'amore: oh bellezza piena di pericoli per i miei occhi! Prendi lira e faretra - sarai un vero Apollo; ti si aggiungano in capo le corna -, sarai Bacco. Anche Febo amò Dafne e Bacco la fanciulla di Cnosso, né l'una né l'altra sapevano comporre versi lirici. A me invece le Muse dettano i versi più soavi e ormai il mio nome risuona in tutto il mondo; nemmeno Alceo, che condivide con me la patria ed il canto, è più lodato, sebbene i suoi versi siano più solenni. Se a me la natura sfavorevole ha negato la bellezza, compenso la mancanza di bellezza con il mio talento. Sono piccola. Ma ho una fama che riempie tutta la terra: la statura la prendo dalla mia fama. Se la mia pelle non è candida, a Perseo piacque Andromeda, figlia di Cefeo, di carnagione scura, secondo il colore della sua patria. Le colombe bianche del resto si uniscono a quelle di vario colore e la scura tortora è amata dall'uccello dal verde piumaggio. Se nessuna sarà tua, tranne colei che per bellezza potrà sembrare degna di te, nessuna allora sarà tua! Ma quando leggevo i miei versi, ti sembravo anche bella: giuravi che solo a me si addiceva sempre parlare. Cantavo, mi ricordo (gli innamorati ricordano tutto); e tu mi rubavi baci mentre cantavo. Anche questi apprezzavi e ti piacevo sotto ogni aspetto, ma soprattutto allora, quando si fa l'amore. Allora la mia disinibizione ti piaceva più del solito e i miei movimenti continui ed il linguaggio adatto al gioco amoroso e, quando il piacere di entrambi si era fuso in uno solo, l'intenso abbandono che pervadeva i nostri corpi spossati. Ora giungono a te, come nuove prede, fanciulle siciliane: cosa ho a che fare io con Lesbo? Voglio essere siciliana. Voi, madri Nisiadi e nuore Nisiadi, scacciate dalla vostra terra quel vagabondo! E non vi ingannino le menzogne della sua lingua adulatrice: quello che dice a voi lo aveva detto prima a me. Anche tu che ti aggiri per i monti della Sicilia, dea di Erice, vieni in aiuto (sono infatti consacrata a te!) alla tua poetessa! O forse una cattiva sorte mantiene sino alla fine l'andamento iniziale e rimane sempre ostile nel suo corso? Erano già trascorsi per me sei compleanni, quando le ossa di mio padre, raccolte anzi tempo, assorbirono tutte le mie lacrime. Mio fratello ... bruciò di passione stregato dall'amore per una prostituta e ne soffrì i danni assieme alla vergogna e al disonore. Divenuto povero, solca il mare ceruleo con gli agili remi e le ricchezze che ha perso malamente, malamente ora le va cercando. Odia anche me perché molte volte, con sincerità, l'ho consigliato per il meglio: a questo risultato mi hanno portato la mia schiettezza e le mie parole affettuose. E come se mi mancassero motivi di continuo tormento, mia figlia, ancora piccola, accresce le mie preoccupazioni. Tu vieni ad aggiungerti come ultima causa ai miei lamenti. La mia imbarcazione non è sospinta dal vento giusto! Ecco, mi stanno sparsi sul collo in disordine i capelli e non porto gemme splendenti strette alle mie dita; mi copro con una veste da poco e non c'è oro fra i capelli; la mia chioma non profuma dei doni d'Arabia. Per chi, infelice, mi dovrei ornare, o per piacere a chi dovrei affannarmi? Lui, l'unico che mi induce a curare il mio aspetto, è lontano: il mio tenero cuore è facile bersaglio di agili strali, e c'è sempre un motivo per cui io sia sempre innamorata: o lo hanno stabilito alla mia nascita le Parche e non hanno assegnato alla mia vita fili austeri, o la mia attività artistica influenza il mio modo di vivere e Talia, maestra della mia arte, mi rende l'animo sensibile. Cosa c'è da stupirsi, se mi ha sedotta l'età in cui affiora appena la barba, quegli anni che possono suscitare l'amore dell'uomo già maturo? Temevo che tu, Aurora, me lo portassi via al posto di Cefalo! (E l'avresti fatto, ma ti trattiene chi hai rapito per primo). E se lo vedesse Febe, che tutto vede, Faone sarebbe costretto a dormire per sempre. Venere lo avrebbe già trasportato in cielo sul suo carro d'avorio, ma sa che potrebbe piacere anche al suo Marte. Tu, non ancora uomo e non più fanciullo, l'età più adatta, ornamento e grande gloria del tuo tempo, vieni qui vicino, bellissimo, e lasciati andare di nuovo fra le mie braccia: non ti chiedo di amarmi, ma di lasciarti amare! Sto scrivendo, e i miei occhi sono bagnati dallo sgorgare delle lacrime: guarda quante cancellature ci sono in questo punto! Se eri così deciso ad andartene di qui, te ne saresti andato in maniera più corretta se solo mi avessi detto: «Addio, fanciulla di Lesbo!». Con te non hai portato le mie lacrime, non i miei baci, e io, infine, non ho potuto temere ciò che avrei sofferto. Non ho nulla di tuo con me, se non il torto subito e nemmeno tu hai un dono che ti ricordi la tua innamorata. Non ti ho fatto raccomandazioni. E non ti avrei fatto alcuna raccomandazione, se non di non volerti dimenticare di me. Per l'amore che non si allontana mai e per le nove dee, le mie divinità, ti giuro che, quando non so chi mi disse: «La tua gioia fugge», io non piansi a lungo, né riuscii a parlare. Le lacrime non mi salivano agli occhi e le parole alla bocca; il mio petto era stretto da una morsa di ghiaccio. Dopo che il mio dolore..., non ebbi ritegno a percuotermi il petto e a gridare con i capelli scarmigliati, non diversamente dalla madre devota che accompagna al rogo innalzato il corpo esanime del figlio a lei rapito. Mio fratello Carasso gioisce e ingrassa per il mio dolore; e passa e ripassa davanti ai miei occhi e, perché appaia disdicevole il motivo del mio dolore, dice: «Perché questa donna è addolorata? Di sicuro sua figlia non è morta!». Il pudore e l'amore non vanno d'accordo; la gente vedeva tutto: avevo il petto nudo e la veste strappata. Tu sei il mio pensiero assillante, Faone, e i miei sogni ti riconducono a me, sogni più radiosi di una bella giornata. Là io ti trovo, anche se sei in un paese lontano; ma il sonno non reca gioie sufficientemente lunghe. Spesso mi sembra che la mia testa posi sulle tue braccia, spesso che le mie braccia sostengano la tua. Riconosco i baci che tu eri solito affidare alla tua lingua, baci che tu eri sempre esperto nel dare e nel ricevere. Talvolta ti accarezzo e pronuncio parole del tutto simili alla realtà e la mia bocca è desta per i miei sensi. Mi vergogno a raccontare il resto, ma accade tutto e provo piacere e non riesco a restare insensibile. Ma quando il Titano si offre alla vista e ogni cosa con lui, allora mi lamento che il sonno mi abbia abbandonata tanto presto; vado in cerca di boschi e caverne, come se il bosco e le caverne potessero aiutarmi: sono stati testimoni delle mie gioie d'amore. Sono trascinata là, fuori di senno, con i capelli sparsi sul collo, come una donna posseduta dalla furiosa Enio. I miei occhi vedono le grotte scavate nel tufo poroso, che per me erano simili a marmo Migdonio; ritrovo il bosco, che spesso ci offrì un giaciglio e ci protesse ombroso, con la sua fitta chioma, ma non trovo il signore e del bosco e mio; quel posto è ormai diventato terreno senza valore: era lui la ricchezza del luogo. Ho riconosciuto l'erba schiacciata delle zolle a me note: l'erba era afflosciata per il nostro peso; mi lasciai cadere sopra e toccai il terreno dalla parte dove stavi tu: l'erba, un tempo a me cara, si impregnò delle mie lacrime. Persino i rami, spogliati delle foglie, sembrano piangere e nessun uccello fa sentire il suo dolce lamento. Solo l'uccello di Daulide, la madre colma di tristezza che si vendicò scelleratamente del marito, canta l'ismario Iti. L'uccello canta Iti, Saffo l'amore non più ricambiato; solo questo: il resto tace, come a mezzanotte. C'è una sacra fonte, limpida e più trasparente di un fiume cristallino; molti pensano che sia la sede di un dio. La ricopre dei suoi rami un loto acquatico, che da solo è un bosco; la terra è verde di tenere zolle. Mentre io piangente posavo qui le mie membra spossate, si presentò ai miei occhi una Naiade; si presentò e mi disse: «Dal momento che tu ardi di una passione non ricambiata, Ambracia è la terra che devi raggiungere. Febo, dall'alto, guarda il mare per quanto si estende; la gente lo chiama mare di Azio e di Leucade. Di là si gettò Deucalione, infiammato d'amore per Pirra e piombò nelle acque incolume. Subito l'amore si mutò e si allontanò dal cuore tanto tenace dell'uomo che si era gettato in acqua: Deucalione era stato liberato dalla sua passione. In quel luogo vige questa legge: raggiungi subito la sommità di Leucade e non aver paura a lanciarti giù dalla rupe». Come mi ebbe istruita, sparì col suono della sua voce. Io mi alzai agghiacciata ed i miei occhi non trattennero le lacrime. Andrò, o ninfa, e raggiungerò la rupe che mi hai indicato: stia lontana la paura, vinta dalla follia dell'amore. Qualunque cosa sarà, sarà meglio di adesso! Aria sostienimi: il mio corpo non ha un gran peso! Anche tu, dolce Amore, reggimi con le tue ali mentre cado, perché la mia morte non divenga l'infamia delle acque di Leucade. Poi offrirò a Febo la lira, dono comune, e sotto la lira ci saranno due versi: «Riconoscente, io, Saffo la poetessa, ti ho offerto la lira: essa si addice a me, essa si addice a te». Ma perché (Faone) costringi me, infelice, ad andare alle coste di Azio, mentre tu stesso potresti riportare indietro i tuoi passi di fuggiasco? Tu potresti essere per me più salutare delle acque di Leucade: tu sarai per me Apollo, sia per la tua bellezza, sia per i tuoi meriti. O forse tu più crudele delle rupi e di ogni mare, se io morissi, riusciresti a sopportare la responsabilità della mia morte? Ma quanto meglio sarebbe che il mio petto si unisse al tuo, piuttosto che affidarsi alle rocce per essere scaraventato giù! Questo è quel petto, Faone, che tu solitamente apprezzavi e che tante volte ti è sembrato ricco di ingegno. Ora vorrei avere il dono dell'eloquenza! Ma il dolore impedisce l'arte e ogni ispirazione è soffocata dai miei affanni. Non posso più contare sulle capacità poetiche di un tempo; il plettro tace per il dolore, per il dolore silenziosa è la lira. Marine donne di Lesbo, figlie già spose o prossime alle nozze, donne di Lesbo, nomi cantati dalla mia lira eolia, donne di Lesbo che mi avete procurato una cattiva fama perché vi ho amate, cessate di venire in schiera ai miei canti! Faone - ah, me sventurata, quasi dicevo: «il mio Faone»! - mi ha spogliata di tutto ciò che a voi prima piaceva. Fate in modo che ritorni: tornerà anche la vostra poetessa. È lui che dà impulso al mio ingeno, è lui che me lo toglie. Che cosa ottengo con le preghiere, e si può forse commuovere un animo selvaggio, oppure resta impassibile e gli zefiri portano via le mie parole destinate a svanire? Questi venti che portano via le mie parole, vorrei che riportassero indietro le tue vele; questa è l'azione che dovresti compiere se sapessi amare, tu, così lento a tornare! Se hai deciso di ritornare, e prepariamo offerte votive alla tua nave, perché strazi il mio cuore con l'indugio? Sciogli gli ormeggi! Venere, nata dal mare, lo mantiene calmo per chi è innamorato; il vento favorirà la rotta, tu, soltanto, sciogli gli ormeggi! Cupido in persona reggerà il timone seduto a poppa, lui in persona scioglierà le vele e le ammainerà con mano leggera. Ma se sei contento di essere fuggito lontano dalla pelasgica Saffo (e tuttavia non potrai trovare il perché io meriti di essere fuggita) una lettera crudele faccia sapere a me sventurata almeno questo, perché io possa andare a cercare il mio destino nelle acque di Leucade. 

Tratto da Splash Latino - Testo originale

11月5日

Obama's Victory Speech

If there is anyone out there who still doubts that America is a place where all things are possible; who still wonders if the dream of our founders is alive in our time; who still questions the power of our democracy, tonight is your answer.

It's the answer told by lines that stretched around schools and churches in numbers this nation has never seen; by people who waited three hours and four hours, many for the very first time in their lives, because they believed that this time must be different; that their voices could be that difference.

It's the answer spoken by young and old, rich and poor, Democrat and Republican, black, white, Hispanic, Asian, Native American, gay, straight, disabled and not disabled - Americans who sent a message to the world that we have never been just a collection of individuals or a collection of Red States and Blue States: we are, and always will be, the United States of America.

It's the answer that led those who have been told for so long by so many to be cynical, and fearful, and doubtful of what we can achieve to put their hands on the arc of history and bend it once more toward the hope of a better day.

It's been a long time coming, but tonight, because of what we did on this day, in this election, at this defining moment, change has come to America.

PARTNERS IN THE JOURNEY

A little bit earlier this evening I received an extraordinarily gracious call from Senator McCain. He fought long and hard in this campaign, and he's fought even longer and harder for the country he loves. He has endured sacrifices for America that most of us cannot begin to imagine. We are better off for the service rendered by this brave and selfless leader.

I congratulate him, I congratulate Governor Palin, for all they have achieved, and I look forward to working with them to renew this nation's promise in the months ahead.

I want to thank my partner in this journey, a man who campaigned from his heart and spoke for the men and women he grew up with on the streets of Scranton and rode with on that train home to Delaware, the vice-president-elect of the United States, Joe Biden.

And I would not be standing here tonight without the unyielding support of my best friend for the last 16 years, the rock of our family, the love of my life, the nation's next first lady, Michelle Obama. Sasha and Malia, I love you both more than you can imagine, and you have earned the new puppy that's coming with us to the White House.

And while she's no longer with us, I know my grandmother is watching, along with the family that made me who I am. I miss them tonight, and know that my debt to them is beyond measure. To my sister Maya, my sister Auma, all my other brothers and sisters - thank you so much for all the support you have given me. I am grateful to them.

To my campaign manager David Plouffe, the unsung hero of this campaign, who built the best political campaign in the history of the United States of America. My chief strategist David Axelrod, who has been a partner with me every step of the way, and to the best campaign team ever assembled in the history of politics - you made this happen, and I am forever grateful for what you've sacrificed to get it done.

VICTORY FOR THE PEOPLE

But above all, I will never forget who this victory truly belongs to - it belongs to you.

I was never the likeliest candidate for this office. We didn't start with much money or many endorsements. Our campaign was not hatched in the halls of Washington - it began in the backyards of Des Moines and the living rooms of Concord and the front porches of Charleston.

It was built by working men and women who dug into what little savings they had to give $5 and $10 and $20 to the cause.

It grew strength from the young people who rejected the myth of their generation's apathy; who left their homes and their families for jobs that offered little pay and less sleep; it grew strength from the not-so-young people who braved the bitter cold and scorching heat to knock on the doors of perfect strangers; from the millions of Americans who volunteered, and organised, and proved that more than two centuries later, a government of the people, by the people and for the people has not perished from the Earth.

This is your victory.

THE TASK AHEAD

I know you didn't do this just to win an election and I know you didn't do it for me. You did it because you understand the enormity of the task that lies ahead. For even as we celebrate tonight, we know the challenges that tomorrow will bring are the greatest of our lifetime - two wars, a planet in peril, the worst financial crisis in a century.

Even as we stand here tonight, we know there are brave Americans waking up in the deserts of Iraq and the mountains of Afghanistan to risk their lives for us.

There are mothers and fathers who will lie awake after their children fall asleep and wonder how they'll make the mortgage, or pay their doctor's bills, or save enough for their child's college education. There is new energy to harness and new jobs to be created; new schools to build and threats to meet and alliances to repair.

REMAKING THE NATION

The road ahead will be long. Our climb will be steep. We may not get there in one year or even in one term, but America - I have never been more hopeful than I am tonight that we will get there. I promise you - we as a people will get there.

There will be setbacks and false starts. There are many who won't agree with every decision or policy I make as president, and we know that government can't solve every problem. But I will always be honest with you about the challenges we face. I will listen to you, especially when we disagree.

And above all, I will ask you to join in the work of remaking this nation the only way it's been done in America for 221 years - block by block, brick by brick, calloused hand by calloused hand.

ONE NATION, ONE PEOPLE

What began 21 months ago in the depths of winter cannot end on this autumn night. This victory alone is not the change we seek - it is only the chance for us to make that change. And that cannot happen if we go back to the way things were. It cannot happen without you, without a new spirit of service, a new spirit of sacrifice.

So let us summon a new spirit of patriotism; of service and responsibility where each of us resolves to pitch in and work harder and look after not only ourselves, but each other. Let us remember that if this financial crisis taught us anything, it's that we cannot have a thriving Wall Street while Main Street suffers - in this country, we rise or fall as one nation; as one people.

Let us resist the temptation to fall back on the same partisanship and pettiness and immaturity that has poisoned our politics for so long. Let us remember that it was a man from this state who first carried the banner of the Republican Party to the White House - a party founded on the values of self-reliance, individual liberty, and national unity.

Those are values that we all share, and while the Democratic Party has won a great victory tonight, we do so with a measure of humility and determination to heal the divides that have held back our progress. As Lincoln said to a nation far more divided than ours: "We are not enemies, but friends… though passion may have strained it must not break our bonds of affection."

And to those Americans whose support I have yet to earn - I may not have won your vote tonight, but I hear your voices, I need your help, and I will be your president too.

AMERICA IN THE WORLD

And to all those watching tonight from beyond our shores, from parliaments and palaces to those who are huddled around radios in the forgotten corners of the world - our stories are singular, but our destiny is shared, and a new dawn of American leadership is at hand.

To those who would tear the world down - we will defeat you. To those who seek peace and security - we support you.

And to all those who have wondered if America's beacon still burns as bright - tonight we proved once more that the true strength of our nation comes not from the might of our arms or the scale of our wealth, but from the enduring power of our ideals: democracy, liberty, opportunity and unyielding hope.

For that is the true genius of America - that America can change. Our union can be perfected. And what we have already achieved gives us hope for what we can and must achieve tomorrow.

A HISTORY OF STRUGGLE

This election had many firsts and many stories that will be told for generations. But one that's on my mind tonight is about a woman who cast her ballot in Atlanta. She's a lot like the millions of others who stood in line to make their voice heard in this election except for one thing - Ann Nixon Cooper is 106 years old.

She was born just a generation past slavery; a time when there were no cars on the road or planes in the sky; when someone like her couldn't vote for two reasons - because she was a woman and because of the colour of her skin.

And tonight, I think about all that she's seen throughout her century in America - the heartache and the hope; the struggle and the progress; the times we were told that we can't, and the people who pressed on with that American creed: Yes, we can.

At a time when women's voices were silenced and their hopes dismissed, she lived to see them stand up and speak out and reach for the ballot. Yes, we can.

When there was despair in the dust bowl and depression across the land, she saw a nation conquer fear itself with a New Deal, new jobs and a new sense of common purpose. Yes, we can.

When the bombs fell on our harbour and tyranny threatened the world, she was there to witness a generation rise to greatness and a democracy was saved. Yes, we can.

She was there for the buses in Montgomery, the hoses in Birmingham, a bridge in Selma, and a preacher from Atlanta who told a people that "we shall overcome". Yes, we can.

A man touched down on the Moon, a wall came down in Berlin, a world was connected by our own science and imagination. And this year, in this election, she touched her finger to a screen, and cast her vote, because after 106 years in America, through the best of times and the darkest of hours, she knows how America can change. Yes, we can.

THIS IS OUR MOMENT

America, we have come so far. We have seen so much. But there is so much more to do. So tonight, let us ask ourselves - if our children should live to see the next century; if my daughters should be so lucky to live as long as Ann Nixon Cooper, what change will they see? What progress will we have made?

This is our chance to answer that call. This is our moment.

This is our time - to put our people back to work and open doors of opportunity for our kids; to restore prosperity and promote the cause of peace; to reclaim the American dream and reaffirm that fundamental truth - that out of many, we are one; that while we breathe, we hope, and where we are met with cynicism and doubt, and those who tell us that we can't, we will respond with that timeless creed that sums up the spirit of a people: yes, we can.

Thank you, God bless you, and may God bless the United States of America.

 

Salve, Chicago.
Se c’è ancora qualcuno là fuori che ancora dubita che l’America sia un luogo in cui ogni cosa è possibile, che ancora si chiede se i sogni dei nostri Padri Fondatori siano ancora vivi ai giorni nostri, che ancora si interroga sulla reale potenza della nostra democrazia, stanotte ha trovato le sue risposte.
E’ la risposta che viene dalle code che si sono allungate intorno alle scuole e alle chiese, con numeri che questa nazione non aveva mai visto, formate da persone che hanno aspettato 3, 4 ore, molti per la prima volta nella loro vita, perchè hanno creduto che questa volta dovesse essere diversa, che la loro voce potesse fare la differenza.
E’ la risposta data da giovani e vecchi, ricchi e poveri, democratici e repubblicani, bianchi, neri, ispanici, asiatici, nativi americani, omosessuali, eterosessuali, disabili e non disabili, Americani che hanno lanciato un messaggio al mondo che dice che noi non siamo mai stati solo un insieme di stati blu e stati rossi ma che siamo e saremo sempre gli Stati Uniti d’America.
E’ la risposta di chi si è sentito dire per tantissimo tempo che bisognava essere cinici, spaventati e dubbiosi in merito a quanto avremmo potuto ottenere, e che hanno messo la loro impronta sul corso della storia, e che si sono mossi verso la speranza di avere giorni migliori.
E’ stata dura, ma stanotte, proprio grazie a ciò che abbiamo fatto in questo giono, in queste elezioni, in questo momento cruciale, il cambiamento è arrivato in America.
Poco fa ho ricevuto la straordinaria e gentile chiamata del Senatore John McCain.
Il sen. McCain ha combattuto a lungo e duramente durante questa campagna e ha combattuto ancor più a lungo e più duramente per la nazione che ama.
Ha affrontato sacrifici per l’America che molti di noi non possono nemmeno iniziare ad immaginare. Siamo diventati migliori anche grazi ai servizi resi da questo altruista e coraggioso leader.
Mi complimento con lui e con la governatrice Palin per tutto ciò che hanno ottenuto e guardo alla prospettiva di lavorare con loro per rinnovare le promesse fatte a questa nazione nei prossimi mesi.
Voglio ringraziare il mio compagno in questo viaggio, un uomo che ha fatto campagna con il cuore e che ha combattuto per gli uomini e le donne con cui è cresciuto. Il Vice Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden.
Non sarei qui oggi senza l’instancabile supporto della mia migliore amica da 16 anni a questa parte, la roccia della nostra famiglia, l’amore della mia vita, la nuova first lady, Michelle Obama. Sacha e Maliya, vi amo entrambe più di quanto immaginate e vi siete meritate un nuovo cagnolino che verrà con noi alla Casa Bianca.
Sebbene non sia più con noi, so che mia nonna ci sta guardando insieme alla famiglia che mi ha reso quello che sono. Stanotte sento la loro mancanza e so che il mio debito nei loro confronti è smisurato. Mia sorella Mya, mia sorella Almond, tutti i miei fratelli e le mie sorelle, grazie mille per tutto il supporto che mi avete dato. Gli sono molto grato.
Un grazie va al manager della mia campagna elettorale, l’eroe silenzioso di questa campagna che l’ha resa la migliore di sempre; al mio consulente capo di strategia, che mi è stato accanto ad ogni passo.Grazie al miglior team mai messo insieme nella storia della politica, voi avete reso tutto ciò possibile e vi sarò grato per sempre per tutto ciò che avete sacrificato per arrivare fino a qui.
Ma soprattutto non dimenticherò mai a chi realmente appartiene questa vittoria. Appartiene a voi. Appartiene a voi. Non sono mai stato il candidato perfetto per questo incarico, sin dall’inizio, senza tanti soldi e con nessun supporto importante. La nostra campagna non si è tenuta nei salotti di Washington ma è iniziata nei cortili di DeMoines, nei soggiorni di Concorde e nei portici di Charleston, costruita da lavoratori e lavoratrici che hanno scavato nei loro risparmi per trovare 5, 10, 20 dollari da devolvere alla causa.
E’ cresciuta forte fra i giovani che rifiutavano il mito che vorrebbe descrivere la loro generazione come una generazione apatica e che hanno lasciato le loro famiglie per lavori che offrono pochi soldi e ancora meno riposo.
E’ cresciuta forte grazie agli anziani, che hanno affrontato il freddo pungente e il caldo assoluto per bussare alle porte di perfetti sconosciuti e grazie ai milioni di Americani che hanno contribuito come volontari e hanno organizzato tutto dimostrando che oltre 200 anni dopo la nostra fondazione un governo che nasce e cresce dal popolo non è un’illusione irrealizzabile.
Questa è la vostra vittoria!
So che non lo avete fatto solo per vincere un’elezione e so che non l’avete fatto per me.
Lo avete fatto perchè avete compreso l’enormità della prova che ci troviamo ad affrontare.
Anche se siamo qui a festeggiare, oggi, conosciamo già le sfide che si presenteranno domani e sappiamo che sono le più importanti della nostra vita.
Due guerre, un pianeta in crisi, la peggior crisi finanziaria del secolo.
Anche se siamo qui a festeggiare, oggi, sappiamo che ci sono americani coraggiosi che si stanno svegliando, adesso, nel deserto dell’Iraq, nelle montagne dell’Afghanistan e rischiano la loro vita per noi.
Le madri e i padri che, una volta messi a letto i bambini, si raccapezzano per capire come fare a pagare il mutuo, o le spese mediche., o per risparmiare abbastanza per garantire l’educazione ai loro figli.
Bisogna reperire nuova energia, creare nuovi posti di lavoro, costruire nuove scuole.
La strada difronte a noi è lunga e ripida, potremmo non raggiungere l’obiettivo in un anno o forse nemmeno in un mandato ma, America, non sono mai stato tanto speranzoso come oggi.
Vi prometto che noi come popolo, ce la faremo.
Ci saranno ostacoli, ci saranno false partenze e molti potranno non concordare con molte delle decisioni che prenderò da Presidente, e sappiamo che il Governo non può risolvere ogni problema ma sarò sempre onesto con voi sulle sfide che affronteremo.
Vi ascolterò, specialmente quando non saremo d’accordo e vi chiederò di unirvi a me nell’opera di ricostruzione di questa nazione nell’unico modo in cui è stato fatto da 220 anni a questa parte: quartiere per quartiere, mattone per mattone.
Ciò che è iniziato 21 mesi fa nel pieno dell’nverno non può finire in questa sera d’autunno.
Questa vittoria da sola non rappresenta il cambiamento di cui abbiamo bisogno, è solo la possibilità che abbiamo per creare quel cambiamento ma ciò non avverrà se torneremo indietro allo stato in cui erano prima le cose. Non può avvenire senza di voi, senza un nuovo spirito di servizio, senza un nuovo spirito di sacrificio.
Costruiamo quindi un nuovo spirito fatto di patriottismo, di responsabilità in cui ognuno di noi risolve un piccolo tassello del problema e lavora duro, e non si preoccupa solo di se stesso ma anche degli altri.
Indirizziamo questo nuovo spirito ai responsabili di questa crisi finanziaria affinchè sia chiaro che non possiamo avere una strada (Wall Street) che si gonfia mentre la strada principale della città muore (nel senso di centro del commercio, NdS).
In questo paese noi cadiamo e ci rialziamo come una sola nazione, come un unico popolo.
Dobbiamo resistere alla tentazione di cadere di nuovo sui vecchi passi sbagliati, sull’immaturità che ha avvelenato la nostra politica per così tanti anni.
Dobbiamo ricordare che fu un uomo di questo Stato che per primo issò la bandiera del Partito Repubblicano sulla Casa Bianca, un partito fondato sui valori della libertà individuale, dell’autonomia e dell’unità nazionale. Valori che noi tutti condividiamo e sebbene il Partito Democratico abbia ottenuto una grande vittoria oggi noi ci presentiamo con umiltà e con la volontà di ricucire le divisioni che hanno rallentato il nostro progresso.
Lincoln disse ad una nazione molto più divisa della nostra:
“Non siamo nemici ma amici. La passione che ci anima non potrà spezzare l’affetto che ci unisce.”
A tutti gli Americani che non mi hanno supportato dico che potrò non aver avuto il vostro voto oggi ma ascolterò le vostre voci. Ho bisogno del vostro aiuto e sarò anche il vostro Presidente.
A tutti coloro che ci guardano stanotte dall’estero, da Parlamenti e Palazzi stranieri, a tutti coloro che ci ascoltano per radio da qualche sperduto angolo del mondo io dico che le nostre storie sono diverse ma il nostro destino è uno e una nuova alba nella leadership Americana sta sorgendo.
A coloro che vogliono distruggere il mondo dico che li sconfiggeremo. A coloro che cercano la pace e la sicurezza dico che li aiuteremo. E a tutti coloro che si chiedono se la fiamma dell’America brucia ancora io rispondo che la forza di questa nazione non arriva dal livello della nostra potenza o della nsotra sanità ma arriva dal potere dei nostri ideali.
Democrazia, libertà, opportunità e un’instancabile speranza.
La vera genialità dell’America sta nella capacità che ha di cambiare.
La nostra unione può essere perfezionata e ciò che abbiamo già ottenuto ci dà forza e speranza per ciò che dobbiamo e possiamo ottenere domani.
Quest’elezione ha tanti record e molte storie in merito verrano raccontate alle prossime generazioni.
Ciò che è nella mia mente oggi è una donna che ha votato ad Atlanta. E’ simile ai tanti che hanno atteso in fila per far sentire la propria voce eccetto per una cosa: Ann Nixon Cooper ha 106 anni.
E’ nata una sola generazione dopo la schiavitù, in un tempo in cui non c’erano auto per le strade nè aerei nei cieli, in un tempo in cui una persona come lei non poteva votare per ben due ragioni: perchè è una donna e per via del colore della sua pelle.
Stanotte penso a tutto ciò che lei ha visto durante questo secolo Americano. I giorni difficili e la speranza, la fatica e il progresso, i tempi in cui ci veniva detto “Non potete” (You can’t) e il tempo in cui una parte dell’America rispose “Possiamo” (Yes, We can).
In un tempo in cui la voce delle donne era zittita e le loro speranze ignorate, lei ha vissuto abbastanza per vedere le donne alzarsi e reclamare i loro diritti, fino a raggiungere le urne e dire “Noi possiamo”.
Quando c’era sconforto e la depressione si spandeva nella nazione, lei ha visto l’America rialzarsi sulle proprie gambe con nuovi obiettivi, nuovo lavoro, un nuovo senso di intento comune. “Noi possiamo”
Quando le bombe sono cadute sui nostri porti e il terrore ci ha attanagliati lei era li ad osservare una generazione cresciuta per salvare la democrazia. “Noi possiamo”
Era li durante le rivolte di Montgomery, gli scontri di Birmingham, le impiccagioni di Selma e era li difronte ad un pastore di Atlanta che disse <> (noi ce la faremo). “Noi possiamo”
Un uomo è arrivato sulla luna, un muro è caduto a Berlino, un mondo intero è stato avvicinato dalla scienza e dall’immaginazione e quest’anno, in queste elezioni, lei ha avvicinato il dito ad uno schermo e ha votato. Perchè dopo 106 anni in America, attraverso i tempi belli e i momenti peggiori, sa come l’America può cambiare.
Yes we can.
America, siamo arrivati molto lontano, abbiamo visto così tanto, ma c’è molto altro ancora da fare.
Quindi stanotte chiediamoci:
Se i nostri figli vivranno fino a vedere il nuovo secolo, se le mie figlie saranno così fortunate da poter vivere quanto Ann Nixon Cooper, quali cambiamenti vedranno? Quali progressi avremo compiuto?
Questa è la nostra occasione per dare delle risposte. Questo è il nostro momento. Questo è il nostro tempo.
E’ il momento di riportare la nostra gente al lavoro, di creare opportunità per i nostri figli. Il momento di ricreare la prosperità e di promuovere la causa della pace. Per ricreare il sogno americano e riconfermare la verità che tutti insieme siamo una cosa sola, che respiriamo e speriamo e che risponderemo a coloro che con cinismo e dubbio ci dicono che non ce la faremo con un unica voce che racchiude lo spirito del nostro popolo:
YES WE CAN.
Grazie, che Dio vi benedica e che benedica gli Stati Uniti d’America.

11月3日

Forty Foot Echo - Brand New Day

 
10月24日

If I were a Boy

If I were a boy..
Bhè cosa avrei fatto se fossi nata maschio? Mi capita spesso di pensarci (meno spesso di quanto possa farmi diventare un caso clinico, tranquilli..).
Sicuramente sarei stata uno di quei ragazzi un pò sfigati, quelli che le ragazze li guardano e dicono: "Sarebbe anche carino.."e poi van con i bastardi.
Sarei stata uno di quelli che a lezione se ne sta in fondo all'aula, ma tenta di ascoltare, uno di quelli che gli appunti li prende che sembrano aramaico, e alla fine la sera prima dell'esame, quando li legge per la prima volta, non li capisce neanche lui e comprende finalmente di essere nella cacca..
Sarei stata uno di quelli che la mattina si alzano in orario, ma arrivano a lezione a pelo, quelli che stanno due ore davanti allo specchio (come adesso d'altronde..no, certe cose non cambiano mai..)che poi li incontri a scuola e ti fanno: "Taci guarda, non mi son neanche pettinato e non so che capelli ho.."guardandosi nella vetrata dell'atrio..
Uno di quelli innamorato di quella che per sbaglio gli ha raccolto una penna che gli era caduta, che casualmente è la più bastarda e figa della scuola, uno di quelli che ricama per giorni sulle due parole che ci avrebbe scambiato..
Sarei stato uno di quelli che le mamme definiscono UN BRAVO RAGAZZO, perchè si veste in modo decente, e non dice le parolacce. Che poi si ubriaca come un pazzo il sabato sera e finisce che lo devono portare a casa in 3..
Se fossi un maschio..
Sarei di quelli che girano con il solito gruppo di 4 amici e insieme fanno tutto. Avrei le foto delle nostre vacanze in Grecia e ad Amsterdam attaccate all'armadio..vicine alle foto della tipa della penna chetticredi..
Sarei di quelli che sperano che trattando bene le persone e prendendo le difese di chi ne ha bisogno si ottenga qualcosa. E siccome non è così, ne prenderei di botte sui denti..
Sarei di quelli che fanno i duri per nascondere che in fondo a loro farebbe piacere anche essere dalla parte dei buoni ogni tanto..
Sarei di quelli che fanno le cazzate, e poi se ne pentono. Di quelli che sanno che è sbagliato, che se ti beccano vai nei casini. Lo farei. Farei tutto per sembrare un figo. E poi non dormirei la notte per la paura di essere beccato.
Criticherei le ragazze perchè parlano troppo. Perchè fanno le stupide in giro. Perchè si spogliano e si truccano per attirare l'attenzione.E poi ne seguirei i movimenti con lo sguardo. In poche parole..criticherei le ragazze come me. Che sono fatta così. E mi piaccio. Ma se fossi un maschio non capirei come mai le ragazze fanno tante cose..e non capendole le disprezzerei per i loro comportamenti.
Sarei uno di quelli che tentano di arrangiarsi. Di piacere. Di essere un figo.
Parlerei poco. E direi solo cose intelligenti. E tenterei di evitare quegli atteggiamenti che mia madre mi dice sempre che mio fratello ha nel sangue.
Se fossi nata maschio, non avrei usato una ragazza solo per piacere personale. O forse sì, lo avrei fatto. Per far vedere che le ragazze ci stanno con me. Ma poi me ne sarei pentito. E mi sarei sentito un verme. E poi me ne sarei innamorato.
Se fossi maschio avrei un brutto rapporto con mio fratello. (ancora una volta certe cose son fatte così, e non cambiano.). Lo criticherei per tante sue scelte, senza sapere che ci cadrei anche io. E lo vedrei distruggersi senza poter intervenire, perchè sarei sempre il fratello piccolo. (Già..di nuovo..)
Sarei pigro. Però aiuterei mia mamma come potrei.
E soprattutto andrei in giro la notte senza paura.. andrei a farmi i giri per sbollire la rabbia, lo stress..andrei in giro la notte per distrarmi..per pensare..e potrei girare senza lacca nella borsa per paura..
Sarei uno che la gente cerca, perchè sarei simpatico, e gentile. Un bravo ragazzo. questo è quello che credo sarei se fossi un maschio. Avrei un cuore e non avrei paura di dimostrarlo. E cercherei di non dimenticarmene, come fanno tanti ragazzi. Certo non andrei in giro a sbandierare che SAREI SENSIBILE, anche perchè questo frutterebbe una presa in giro vita natural durante da parte di quei 4 bastardi dei miei amici, e come dar loro torto..però se qualcuno mi dicesse "ho bisogno di te" io ci sarei..e capirei.
Capirei tante cose che ora non capisco, anche se sono felice e appagata dall'essere donna, e non potrei essere altro.
Forse però se fossi nata maschio capirei alcune cose che ora mi sono incomprensibili,ma mi mancherebbe la sensibilità per coglierne altre. Sarei cieco su certi lati della vita. E non me ne renderei minimamente conto.
Insomma, se fossi un maschio, sarei diversa da come sono, ma neanche tanto in fondo..sicuramente con qualcosa in più e qualcosa in meno. E un nome che tutto sarebbe fuorchè Valentina!
 

10月5日

-SVEGLIA-

Dunque..come definire questo periodo se non stressante? Sono oberata di cose da fare, gran parte delle quali ordinate direttamente dalla mia Boss in persona alla quale forse bisognerebbe rendere noto che lo schiavismo in Italia è fuori legge da secoli..
Quindi ieri è stata una di quelle giornate da cardiopalma. Dalle 9 alle 23:30 seduta a quella cavolo di scrivania a tradurre prima le didascalie di un film muto in Italiano del Littorio (presente un discorso di Mussolini? Ecco..c'erano parole come..ALMA..ASPERGERE..ROMA TI ACCOGLIE NEL SUO SENO..e una peosia di D'Annunzio..da rasoio sui polsi..) e poi un film in Inglese sulla nascita del cinema russo. Questo sembrava una bazzecola. Insomma era in americano, ma che ci vuole a capire..fatto BCCI io eh! e grazie al cielo non ho dovuto trascrivere prima il testo in inglese per tradurlo, ma ascoltavo e basta e scrivevo direttamente. Ecco..SEMBRAVA una bazzecola. Il film durava soltanto un'ora. Bene, mi son detta, e che ci vuole? Sarà come tradurre un'ora di lezione di John. Ecco. NO.
Parte il film e già da subito capisco che non sarebbe stato tanto semplice. La tipa che descriveva le peripezie dei cineasti russi parlava in un tono più ansimante di una lap-dancer dopo un'esibizione, o di una tizia delle hot line, non so se rendo l'idea, piena di arrotamenti e R perse di qua e di là (ogni tanto le urlavo SVEGLIATI DONNA, DATTI UNA MOSSA! ma non ottenevo grankè..). Ogni tanto dovevo ascoltarmi lo stesso pezzo 10 volte per capire la metà. Così il film da un'ora è durato 6. Per fortuna quando invece era il tipo a parlare, sembrava quello del TG e si capiva bene. Un'altra grooooossa difficoltà che avevo sottovalutato era la costante presenza di nomi russi. Cercavo di capire più che potevo, ma non essendo il russo tra le mie lingue, sapete com'è, tiravo un pò ad indovinare. Ma ecco l'illuminazione. GOOGLE! (mi viene in mente quella pubblicità di una chiesa americana che diceva: "GOOGLE NON HA TUTTE LE RISPOSTE. DIO SI'." Ecco..diciamo che Google e Dio se la giocano bene..). Insomma cercavo di cogliere più che potevo dei nomi propri e digitavo sul portale di ricerca salvavita quello che avevo capito. e attendevo che lo chiedesse. "Cercavi forse *******?" SIIIIII!!! LO CERCAVOOOO!! GRAZIE SAN GOOGLE! Insomma e così ho scoperto che Bolshoi non si scriveva Bolschoij come avevo messo io, che Siryaev non si scriveva SARIYAEV, il teatro MARIINSKIJ non era la stessa cosa di Madinsky come pensavo io. La chicca: avevo capito MARIO SPETIPA e ho pensato "Vaccheroba! Sti italiani, son proprio dappertutto eh.." per scoprire in seguito (con moooolta calma) che il direttore dei Teatri Imperiali era MARIUS PETIPA il famosissimo coreografo. ma in ogni caso anche stavolta la Bruz ce la fece.
All'alba delle 11:30 di sabato notte, e dopo aver visionato balletti per tutto il giorno, ho inviato quella benedetta traduzione per il festival del cinema muto di Pordenone.YESS!
Insomma alla fine riesco anche a raggiungere esausta il letto con un mal di testa allucinante, visto anche che non son stata benissimo in questi giorni e mi addormento con il pensiero della Rossssamaria Sanchez che mi boccia all'esame di mercoledì perchè non mi ricordo il nome del nonno dell'amico dello zio del cugino del protagonista del libro. (Ma si chiama Rosamaria alla fine? Se qualcuno lo sa mi illumina? Sapete io, e il mio vizio di chiamare i prof con il nome di battesimo..LUCAAAAA...).
Vabbè prima di addormentarmi avevo messo la sveglia ad un orario impossibile. Le sette. Che poi sapevo benissimo che alle 7 avrei imprecato, avrei spento la sveglia e mi sarei rigirata. Per svegliarmi chissà quando, sempre con l'idea fissa in testa della Rossssamaria.
Cooomunque puntuale alle 7 la sveglia suona. Faccio per spegnerla e VA IN TILT. mi segna batteria scarica, (?) un giorno a caso del 2000 e un'orario tipo mezzanotte. Penso "Beeeelloo!!Un'altra bella e tranquilla giornata.." ma non me ne preoccupo troppo, alla fine l'importante al momento è che quella cavolo di sveglia NON EMETTA SUONO ALCUNO. Mi addormento. E faccio un sogno stranissimo. Praticamente sono a casa mia a Vic e devo tornare a Ts e Andrea deve venirmi a prendere. Sono in tuta, mi guardo allo specchio e deduco di essermi appena svegliata.. penso, bhè ceste, vado via così. Poi grazie a Dio ci ripenso e dico: "forse è meglio che una sistemata me la dia comunque.. guardo l'ora. CAVOLI DEVO PARTIRE TRA DIECI MINUTI. Suona il cel. E' Andrea che STRANAMENTE (questa la dovevo dire eh..) è in anticipo e mi aspetta sotto. Gli dico: "Hei adesso scendo..più o meno..due minuti!" In realtà tra doccia, trucco, capelli passa tipo un'ora. E lui è sempre là. (giuro che non è proprio da me).Però non saprò mai se alla fine siamo partiti dato che mi sono svegliata. Dunque penso, Cacchio mi scoccia perdere la colazione dato che a pranzo non posso abbuffarmi.. quindi decido di vedere se sono ancora in tempo per scendere. Mi sovvengo del fatto che HO TUTTI GLI OROLOGI SCARICHI. 3. E SCARICHI. (trade mark 21st) quindi l'intelligente Bruz cosa fa? Con uno spirito d'avventura che farebbe un baffo a Robinson Crusoe, mi alzo dal letto e ancora in pigiama e morendo di freddo vado verso la finestra che ha la tapparella bloccata quindi guardo fuori. E CERCO DI CAPIRE CHE ORE SONO DALLA POSIZIONE DEL SOLE. Non sto scherzando. Guardo fuori e meglio di una scout (che sicuramente in un bosco morirebbe di stenti..) penso: "Che strana luce..non mi sembra mattina..che abbia dormito tutto il giorno? CAZZO LA SANCHEZ!" (Rossssamaria sempre nel cuore..). Ma la conferma che come scout faccio pena, mi arriva con l'illuminazione: "MAGARI ACCENDERE IL CELLULARE NO EH VALE?"
Mi riinfilo sotto le coperte e accendo il telefono. NON CI CREDO. Le 8:20! Sono in tempo per la colazione! Mi alzo, mi vesto e mi fiondo giù per le scale a 2000 allora, al kè entro in sala da pranzo beccando il Third. Sapevo io che c'entrava il 21st Trademark..
Insomma vengo a sapere che il soggettino era già attiva alle 7 meno un quarto per vedere..ehm..il motoGP credo.. (Third scusa se erro..non son ferrata in quelle cose..) e..E QUI LA CONFERMA CHE IL 21ST TRADEMARK C'E'..ha sognato una cosa stranissima pure lei. Essere nella squadra di CSI NY e avere a che fare con un rapitore e degli ostaggi, una cosa che si sa, LA POLIZIA SCENTIFICA è specializzata nel fare.. =P
Con tanto di pistola, fucile ("Ero meglio di Lara Croft!"), si destreggia con il megafono, chiama i colleghi per nome, parla 12 lingue (francese..inglese..però col rapitore parla in italiano..grande..).
Ma anche lì non sapremo MAI se quegli ostaggi alla fine sono stati salvati dal Third, con tanto di giubbottino blu con scritto NYPD e dietro scritto Forensics. ah ah..mamma mia Third..
comunque una volta assicuratami che non ci fossero tracce di droga nella marmellata ho anche fatto colazione. e direi che la mia giornata potrebbe anche finire qui! son esausta..in più ci si mette il Trademark! Io ho dei limiti eh!
Alla prossima. Spero che non sia tanto presto..altrimenti vado a AL POSTO TUO. o RICOMINCIO DA ME. Vado a parlare con la Deusanio dei miei problemi..e ci porto anche il Third.
 

10月4日

Duffy - Warwick Avenue

 
 

When I get to Warwick Avenue...
Meet me by the entrance of the tube.
We can talk things over, a little time...
Promise me you won't step outta line.

When I get to Warwick Avenue...
Please drop the past and be true.
Don't think we're okay, just because I'm here...
You hurt me bad, but I won't shed a tear.

I'm leaving you for the last time baby...
You think you're loving but you don't love me.
I've been confused outta’ my mind lately...
You think you're loving but I want to be free.
Baby you've hurt me.

When I get to Warwick Avenue...
We'll spend an hour, but no more than two.
Our only chance to speak, once more...
I showed you the answers, now here's the door.

When I get to Warwick Avenue...
I'll tell you baby, that we're through.

I'm leaving you for the last time baby...
You think you're loving but you don't love me.
I've been confused outta’ my mind lately...
You think you're loving but you don't love me.
I want to be free, baby you've hurt me.

All those days spent together, I wished for better,
But I didn't want the train to come.
Now it's departed,
I'm broken hearted, seems like we never started.
All the days spent together, when I wished for better,
And I didn't want the train to come

You think you're loving but you don't love me.
I want to be free, baby you've hurt me.
You don't love me,
I want to be free,
Baby you've hurt me.

9月24日

-NPC-

Non ci crederete MAI (anzi, non VORRETE crederci),ma io e il terzo ultimamente ci siamo date al canto. Ebbene sì,abbiamo tirato fuori le ugole e nessuno adesso può fermarci.. L'ultima perla è venuta fuori oggi. I Neri per Caso (QUANDOCCCE'SENTIMENTOOOONONCE'MMMAIPENTIMENTOO!!!) seguiti a ruota da Alexia con la quale abbiamo proprio segnato il fondo del baratro dove ci siamo gettate nelle ultime settimane. (NONO NON SI FA COSì, DICI VENGO E NON LOFFAI!) .
Il colmo è stato che tutto il repertorio dei nostri cari Neri per Caso verrà messo in coreografia e filmato e messo su tutubo, cosicchè tutti, anche dall'altra parte del mondo potranno godere della divina visione di me e il Third che ci battiamo il petto e schiocchiamo le dita in contemporanea nel vero e tradizionale stile accappella! Ma CHI non vorrebbe vederci! Diventeremo un fenomeno di costume! (o dei fenomeni da baraccone..a voi la scelta..).
Che poi insomma parliamone: i Neri per Caso erano dei grandi! (vabbè non sono morti..ma in fondo non è un pò come se lo fossero? eh eh eh..). Insomma dai ragazze vi sfido a dirmi che non avete visto Festivalbar con il cuore in gola nell'estate del 95 per sentirli cantare SENTIMENTO PENTIMENTO! E' stato un successone, una vera hit! Dai io li rivoglio indietro..insomma vabbè forse un restauro non sarebbe malaccio, anche se devo dire che negli ultimi anni si sono reinventati! Un pò come Madonna..sì ecco anzi ESATTAMENTE come Madonna!

E' che dovrebbero anche dare una rivisitatina anche ai loro testi.. insomma..prendiamo Sentimento Pentimento..e cccheccappero, non puoi fare due strofe di fila su 3 parlando di quanto sia bello fare sesso e di quanto faccia bene fare sesso e di quanto anche i bambini e i vecchi dovrebbero fare sesso (lasciando inoltre intendere che tu ne fai pochino..). Abbiam capito che FARE SESSO E' NATURALE ma BASTA! che poi non so se abbiate mai fatto caso al testo di questa canzone..comincia dicendo "Non restare sulla porta, entra pure se ti va, che se non sarà stasera prima o poi succederà". Mi pare chiaro che questo tizio si sia portato la ragazza a casa solo per un motivo no..e che insomma se non capita la butta fuori di casa (a dispetto delle sante parole..). MA NON SI FA! non è politically correct! Che poi diciamocelo.. adesso capisco perchè la mia generazione è andata a farsi benedire dopo il 95..
Parlando del video di questa canzone..io spero proprio per voi che abbiate avuto l'onore e la gioia di potervelo vedere. Un video che sembra fatto nel 1800 con dei microfoni in forma di cartone animato con delle parrucche da Bob Marley e loro che fanno i deficienti in bianco e nero (non per caso) con dei capelli che solo negli anni novanta, davvero..
 
Però devo dire che la canzoncina è meritevole, anche con il significato intrinseco neanche tanto nascosto che se vai a casa di uno ci devi fare sesso e devi pure dirgli grazie! "Quando c'è sentimento non c'è mai pentimento"in realtà è la frase con cui lui spera di convincerla a portarsela a letto..evidentemente lei è una delle ragazze di cui parlano nella loro altra hit, una di quelle che se la tirano e che quando è NO è NO.
L'altra super hit dei NPC (solo per gli amici mi raccomando..) è Le Ragazze. Insomma questa canzone è stata una specie di "Solitudine" di Laura Pausini, una "Laura non c'è" a cappella, ci ha preso il cuore è lì è rimasta! Io mi ricordo a 8 anni quando erano nel pieno del successo, e io avevo addirittura la cassetta dei Neri per Caso, io e la Fede, la mia vicina, cantavamo come loro, senza calcolare la piccola differenza di genere che c'era tra noi e loro. Quella canzone a differenza di tante altre che si ascoltano ultimamente (dunque..qui c'è l'imbarazzo della scelta..se vi dico FALSO CHE TI HO TRADITA VERO!CHE SONO SCEMO VERO! che mi dite?) ha un testo davvero davvero carino. Parla delle ragazze che a quanto pare se la tiravano nel 95 come nel 2008 (e parlo come ragazza..certo IO non me la tiro..ehm..) e che insomma non ci stavano. (Che sia la stessa che ha cercato di convincere a fare sesso?). Comunque dicevo, il testo è davvero bellino..un pò scopiazzato da Donne di Lucio Dalla come idee, però carino. Insomma nessuna pretesa, però loro eran convinti e a noi ci bastava! Che poi a stare a sentire canzoncine del genere ti pare che davvero le sorti le abbiano in mano le ragazze, invece mi è bastato andare a pranzo con la Cami per due giorni di fila per capire che non è così..sigh..
E poi dai Le Ragazze contine una delle frasi più usate ed abusate dell'universo adolescenziale di tutti i tempi! SI PUò AMARE DA MORIRE, MA MORIRE D'AMORE NO! e certo..come no..facile a parlare..vai a dirlo a Romeo e Giulietta!
Che poi analizzando ancora una volta il contenuto intrinseco di questo componimento.. allora il ritornello fa: "Ci devi stare, è inutile sperare di recuperare se hanno detto no! (huhuu.. =P) Meglio sparire, non telefonare, per sentirsi dire un'altra volta NO!" aLLORA QUALCHE RAGAZZO CHE CAPISCE ESISTE! Comunque anche qui la cosa è complicata.. Insomma noi ragazze quando diciamo NO non è che è proprio un no. A volte è solo un NON ADESSO oppure un NO PERCHè HO PAURA, torna quando ti sarai lavato i denti, cambiato look, laureato, trovato un lavoro, mio padre sarà uscito di galera, e via dicendo..insomma a volte è un NO che però implica un sì..cioè se ti dico NO vuol dire NO, MA NON SPARIRE. E invece a volte i ragazzi proprio non lo capiscono. E ancora peggio quando il NO è proprio un NO secco, cioè neanche tra un milione di anni, piuttosto mi taglio una mano, loro imperterriti continuano. Perseverano. Senza capire che così rischiano di causare la nausea nell'amata che poco ha a che fare con le farfalle nello stomaco causate dall'amore..
 
E vabbè è anche vero, come dice il Third, che a noi ragazze chi ci capisce è bravo.,io non parlo che penso di essere l'esemplare femminile meno comprensibile sulla faccia della terra e sono in tanti a poterlo confermare tranquillamente..ma che ci volete fare, non mi capisco neanche io!
Tornando ai NPC, noi li rivogliamo indietro. Vogliamo che tornino a fare il contrabbasso, batteria, chitarra e flauto solo con la bocca..Vogliamo che tornino a S.Remo (che tanto non lo vediamo..) vogliamo ancora canzoni come Le Ragazze..perchè alla fine anche se son passati secoli, si è visto che non è cambiato poi molto..

Nota per il lettore: Questo post è un delirio causato naturalmente dalla mia mente, non è stato causato da Red Bull, Cibalgina, Sambuca, Frisk o olio dolci notti Johnson's. Grazie.